Recensioni/Tips - Luca Quintavalla


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Recensioni/Tips

Catch e release.

Questo sito promuove il catch e release, rilascia il pesce oggi e lo catturerai domani!

Rattling Revolution Shad by Reaction Strike

Oggi vi parlo di un esca molto particolare e che mi sta dando diverse catture e anche di taglia.
L'esca è una novità in casa Reaction Strike, ditta americana che produce prodotti molto innovativi per la pesca del bass e del luccio, stiamo parlando del Rattling Revolution Shad.



Questa hardbait ha la caratteristica di essere sostanzialmente un lipples crankbait, ma con la caratteristica di essere snodato come l'ormai famosissima Revolution Shad..
Ricca di rattling interni la rende spesso incredibilmente adescante quando cerchiamo mangiate di reazione.
Le colorazioni come al solito sono veramente tante, c'è solo l'imbarazzo della scelta, il mio consiglio è di sceglierle in base alla colorazione più simile al foraggio di cui il bass si alimenta.
Il recupero che mi sta rendendo di più è quello costante, oppure con brevi jerkate, attorno agli ostacoli come piante e cespugli mi ha dato veramente grosse soddisfazioni
 
Ecco il link : www.reactionstrikefishing.com/rattling_revolution.html

Flea Flicker by Tru-Tungsten

Novità 2010 in casa Tru-Tungsten, la ditta americana leader nella produzione di piombi e testine piombate in tungsteno, ma anche gomma, hard baits ecc ecc.
Le nuove testine piombate Flea Flicker dedicate alla pesca Wacky rig entrano prepotentemente sul mercato concentrandosi su una delle tecniche più in voga in questo momento.

 

Il wacky rig sta spopolando nei tournament USA, così pro come Mike Iaconelli e Brent Ehrler hanno progettato queste testine dalla forma caratteristica. E' proprio la forma il punto di forza di questo prodotto, la concavità infatti permette all'aria di rimanere intrappolata durante le discesa creando così delle vibrazioni uniche.

Sono disponibili nella misure : 1/8 oz, 3/16 oz. 1/4 oz. e in 3 colori : rosso, verde e nero.


Jerky J Castaic

Oggi vi parlo di un’esca apparentemente semplice e molto popolare negli Sati Uniti, la sto rivalutando in maniera incredibile soprattutto in questo periodo freddo, vi parlo dei soft jerkbait in questo caso il Jerky J della Castaic.
 

Il soft jerk è un’esca molto versatile, può essere usata in tutta la colonna d’acqua,  da recuperato rasente al fondale a mezz’acqua sopra erbai o strutture sommerse ad esempio, ma anche a galla skippato sotto le piante e poi recuperato nervosamente…insomma un’esca che non può mancare nel nostro arsenale, anche perché imita alla perfezione il pesce foraggio di cui il bass si alimenta.
La Castaic, ditta leader nel mercato nelle swimbait mondiale, ha sviluppato questo soft jerkbait chiamato Jerky J, è disponibile in 3 misure:  3.5 pollici, 5 pollici e 7 pollici.
Le colorazioni a disposizione sono ben 12 quindi non avremo nessun problema a imitare alla perfezione il foraggio di cui il bass si alimenta.
La composizione della gomma è estremamente morbida, si innesca facilmente e in acqua assume un movimento estremamente sinuoso e attirante.
In questo periodo sto utilizzando la versione più piccola, recuperata lentamente sul fondo innescato sia a split shot che a drop shot mi ha regalato le prime catture dell’anno tra cui un bel pesce oltre il kg, ma sono convinto che nella stagione calda mi potrà dare grosse soddisfazioni la versione media skippata e recuperata a galla attorno a ostacoli visibili o sommersi.
Ecco il link di riferimento per maggiori info :

http://store.castaicswimbait.com/Category/Jerky-J-Series/

Ovviamente disponibile nei migliori negozi di pesca.
Fatemi sapere le vostre impressioni
 

Guida ai bass invernali

Tratto dall'ultimo numero della rivista Bassmania

Ebbene si,è tornato con le sue corte e fredde giornate,con le sue fitte nebbie, i suoi rami spogli, dopo una stagione ricca di catture è tornato l’inverno.
La maggior parte dei Bassmen italiani con l’arrivo della stagione fredda,riduce e di molto la frequenza di uscite mirate al centrarchide,per dedicarsi a pesci ,diciamo così, più attivi come lucci e trote o meglio a sistemare la propria attrezzatura aspettando che la nuova stagione abbia inizio.
Ma c’è chi, a ragione o torto, non ne vuol sapere di fermarsi e continua a cercare il Bass anche quando il freddo gela il filo tra gli anelli.
Prima di tutto specifichiamo che il bass NON smette di alimentarsi nel periodo freddo siamo certi che rallenta di molto il suo metabolismo, si alimenta con meno frequenza, va in uno stato di semiletargo, ma questo non vuol dire che la sua cattura non sia possibile anche nel periodo freddo.
Fatta questa importante promessa vediamo di capire quando e perchè il bass entra in questo stato di apatia, ma soprattutto  come cercare di catturarlo.
 
Per prima cosa dovremmo prestare molta attenzione alle condizioni climatiche e tenere ben conto che il pesce ha momenti o come le chiamo io “finestre” di attività più o meno frequenti dove la sua attività predatoria è maggiore, mentre passa il resto del tempo in un atteggiamento di totale apatia.
La temperatura dell’acqua è il barometro del bass, quando scende sotto i 10° possiamo iniziare a pensare che il pesce abbia già preso posizione nelle zone dove svernerà e avrà un comportamento simile a quello menzionato in precedenza.
 In generale, le giornate soleggiate sono caratterizzate da freddo pungente e temperature ben al di sotto dello zero, quindi cerchiamo di scartarle, al limite concentriamoci nelle ore più calde, ma il sole invernale non scalda come quello primaverile quindi il bass ha finestre di attività estremamente ridotte.
Al contrario, le giornate nuvolose o i lunghi periodi piovosi, hanno temperature più alte soprattutto di notte e ridotta luminosità durante il giorno, queste saranno la nostra carta vincente, infatti la temperatura di notte tende a scendere meno e la bassa pressione rende i pesci più attivi.
In questi casi le finestre di attività del pesce sono più frequenti e quindi la possibilità di catturarlo sono molto maggiori.
 
Il secondo fattore fondamentale per catturare bass in inverno…è il posto.
Il bass tende a svernare in zone ben definite, difficilmente vaga in cerca di cibo, si concentra in zone particolari con molta profondità a ridosso di aree con molte vegetazione .
Tende a preferisce scalini con pendenze ripide dove sospende a diversi mt di profondità, poi in momenti particolari del giorno tende ad addentrarsi in zone con molta vegetazione a ridosso della riva in cerca di cibo.
Gli scalini sono fondamentali perché permettono al pesce di spostarsi dall’acqua profonda a quella meno profonda spendendo poche energie, preziose per la stagione fredda.
In inverno è fondamentale essere nel posto giusto al momento giusto, dobbiamo sfruttare quei pochi momenti di attività quei pochi secondi utili dove il bass entra in caccia.
Alcuni spot tipici invernali sono i ponti, le sassaie, le zone rocciose con ostacoli a ridosso e cerchiamo il foraggio, dove c’è foraggio c’è bass dove c’è cibo c’è bass in particolare nella stagione fredda.
 
Un altro fattore fondamentale è il colore dell’acqua, più l’acqua è limpida più il bass tenderà a scendere in profondità, i raggi solari in acqua chiara tendono a scaldare anche gli strati inferiori che di norma sono sempre più caldi quindi il bass li preferirà, in condizioni di acqua velata o torbida al contrario il pesce lo troveremo in zone più superficiali e con una buona quantità di ostacoli e riparo.
 
Esche e tecniche :
 
Ci sono diverse correnti di pensiero sulle esche e le tecniche da utilizzare nella pesca invernale, personalmente essendo un power fishermen, adatto la mia tecnica anche nella stagione fredda, con qualche accorgimento chiaramente.
Le mia esche preferite sono è il suspending jerkbait, seguita a ruota dal crankbait e infine le swimbait in gomma di dimensioni medio piccole. Se non ho risultati con queste esche di reazione passo al finesse.
Jerk, crank e swimbait mi permettono di sondare molta acqua e insidiare il pesce che è in attività, inoltre il bass in inverno segue spesso i branchi di pesce foraggio quindi una imitazione di pesce è a mio parere la scelta azzeccata.
Utilizzo il jerk in zone ripide come muri, piloni di ponti o sponde sassose ecc, mentre il crank è la mia esca preferita per le sassaie facendolo colpire più ostacoli possibili e fermandomi ogni volta che tocco il fondo.
La swimbait è un’esca che utilizzo quando pesco su strutture sommerse con presenza di ostacoli, recuperata lentissima è ideale poiché resta molto tempo nella “strike zone”.
Nelle sassaie e nelle zone con vegetazione entra in gioco anche la pesca con esche siliconiche, il finesse è un’ottima tecnica per l’inverno, il drop shot in particolare fa sostare molto tempo l’esca nella strike zone stimolando il predatore all’attacco.
Anche il jig nelle zone ricche di gambero può fare la differenza, non dimenticatelo, soprattutto recuperato lentissimo sul fondo.
 
Colori:
Con esche siliconiche preferisco colori naturali, su tutti, watermelon, green pumpkin ,brown,ma in certe occasioni un colore vivace tipo chartreuse può dare ottimi risultati soprattutto in acque velate.
Per quanto riguarda i crank preferisco colori naturali come shad o crawfish se pesco in zone con molto gambero, occasionalmente chartreuse in caso di acqua velata, per i suspending jerk e le swimbait cerco di imitare il più possibile possibili al foraggio presente e così ci dobbiamo regolare anche per le dimensioni.
 
Recuperi e attacchi:
Per le esche siliconiche il recupero dovrà essere estremamente lento e con frequenti e lunghe pause ( anche 30 secondi),dovremo cercare di stimolare il bass ad attaccare, ma senza costringerlo ad inseguire ed a perdere energie preziose.
La mangiata potrà essere sia strappacanna che impercettibile,dipende dall’attività del pesce in quel momento.
Per i suspending jerkbait il recupero avrà una cadenza regolare e ritmica con frequenti e lunghe pause ( jerk jerk pausa…jerk jerk pausa…) la pausa anche qui può variare dai 10 o più secondi, l’attacco arriverà quasi sempre nel momento in cui si è in pausa… quindi mi raccomando tenete il filo in tensione per poter avvertire la minima tocca!
Per il crank preferiremo un recupero lento sul fondo , cercando di fare incocciare più ostacoli possibile e fermandosi una volta colpito uno di essi…anche qui la mangiata arriva sullo stop.
 
Che attrezzature usare?
 
Direi che in questa stagione non c’è bisogno di portarsi un mare di attrezzature e di canne,bastano 3 canne   ma di quelle giuste: una da spinning da utilizzare con piombature leggerissime ( in questa stagione 1/16 oz. non è certo un delitto…) ,una da crank/jerkbait di lunghezza media con azione media e una di azione Mh per le swimbait.
 
Il filo,consiglio un buon fluorocarbon,nel diametro di 6/8 libbre per la canna da spinning, e un 10 massimo 12 libbre per le attrezzature da casting, non c’è bisogno di fili “estivi”, in questo periodo dimentichiamoci che il Bass sia l’indomito combattente della stagione calda,la difesa è decisamente meno cattiva.
 
La pesca del Bass in inverno è dura e spesso e volentieri i cappotti sono in agguato,ma credo che la soddisfazione di catturare un pesce sotto la neve o a temperature polari sia un’emozione che vi scalderà il cuore ed anche una sola mangiata vi farà dimenticare la fatica accumulata in una fredda giornata invernale!
 
Un ultimo consiglio, nella stagione fredda concentrate le vostre uscite nelle piccole cave e nei fiumi, i bass sono più attivi dove c’è presenza costante di corrente, questa fa spendere molta più energia e quindi devono alimentarsi con costanza, le piccole cave sono più semplici da capire ed è più facile selezionare alcune zone che crediamo redditizie, concentriamoci nelle sponde rivolte a nord…esse battute dai venti da sub più caldi risulteranno più gradite al nostro amato centrarchide.
 
Provare per credere!

Revolution Shad Quintavalla Special

Reaction Strike è una della marche più in voga del momento sia in USA che in Italia, oltre alle famosissime swimbait, la ditta americana sta ampliando il proprio parco esche, sviluppando nuovi crankbait, jerkbait e esche siliconiche.

La Revolution Shad è sicuramente una delle esche di punta, mi è stata chiesta una consulenza per migliorare e ampliare il parco colori, prendendo spunto da una modifica che faccio spesso sui miei crank è arrivato da poco in Italia il nuovo colore Quintavalla special che potete vedere nelle foto sotto.


 

Un colore acceso che stacca nelle acqua velate torbide mancava, cosa c'è di meglio di un chartreuse con schiena blu con un richiamo al rosso per essere ben visibile ed imitare il persico reale, preda preferita dal bass in diversi bacini della nostra penisola.
La mia idea è stata molto gradita dagli americani che mi hanno inserito nel loro sito ufficiale : http://reactionstrike.com/bios/luca-quintavalla.html una bella soddisfazione!

Potrete trovare o ordinare questa esca dal vostro negoziante di fiducia oppure su www.bassstoreitaly.com

Vi ricordo infine che presto sarà online il sito completamente in italiano della Reaction Strike http://www.reactionstrikefishing.com/ con novità, filmati, immagini e tutto ciò che ruota attorno a questa ditta e alle sue esche.

Fatemi sapere le vostre impressioni!

Drop shot rig.


Ho ricveuto diverse richieste per capire e spiegare l'innesco che nel periodo invernale ma non solo, può risultare molto utile e in certi casi veramente fondamentale, un innesco finesse, semplice ma estramente catturante : il Drop Shot.

Per prima cosa abbiamo bisogno di ami appositi da drop shot (io utilizzo di solito i Mustad ), un piombo da drop shot e un buon fluorocarbon di dimensioni ridotte ( dai 6 alle 8 lbs ).

 

Per collegare l'esca all'amo dobbiamo io utilizzo l'improved clink knot
http://www.animatedknots.com/improvedclinch/index.php con l'accortezza di lasciare diverso filo in bando.
Personalmente doppio il filo per dare maggiore resistenza al nodo.
Fatto questo il filo che ho lasciato in bando lo inserisco come in figura all'intero dell'anello dell'amo dalla parte superiore, questo trucchetto permette di mantenere la punta del'amo sempre verso l'alto migliorando decisamente l'effetto della ferrata.

Infine fissiamo il piombo sul filo ed il gioco è fatto.

 
 
Questa tecnica è ottima su pareti verticali e sassaie in particolare, i recuperi sono a saltelli oppure spero si tende a recuperarlo strisciando il piombo sul fondo con brevi pause.

Provate!

Do Nothing Bass

( Tratto dall'ultimo numero di Bassmania )

Ci siamo mai chiesti perché ogni volta che usciamo a pesca e inneschiamo un’esca e la lanciamo in acqua la nostra prima idea è dargli vita?
Perché innescando un verme, una creatura, un jig, e li recuperiamo?
La riposta è semplice, noi bassmen utilizziamo esche artificiali a cui ci sentiamo di dover “dar vita”, ci sentiamo di dover animare il nostro artificiale che sia di gomma o rigido non importa, fa parte delle nostra pesca, inoltre consideriamo che il bass è un predatore quindi per stimolare il suo istinto cerchiamo di imprimere una serie di movimenti simulando una preda in difficoltà per invitarlo all’attacco.
Queste teorie sono giuste e funzionano in buona parte delle nostre uscite, ma ci sono momenti in cui il movimento delle nostre esche è deleterio…ebbene si anche se non ci pensiamo mai, certe volte lanciare un’esca e fare niente è molto redditizio…molto redditizio.
Entra qui in gioco una tecnica molto interessante e poco conosciuta che prende il nome di “do nothing” tradotto dall’inglese… semplicemente… fare nulla.
Non sempre il bass ha un atteggiamento aggressivo, non sempre desidera esche che fanno vibrazioni più o meno intense, in certi casi preferisce presentazioni molto lente o addirittura immobili; un esempio tipico sono quei momenti della fine prefrega inizio frega dove il bass inizia a girovagare apatico nel sottoriva alla ricerca di un buon punto per fare il nido, oppure nelle torride giornate estive dove il bass non ha nessuna intenzione di attaccare le nostre esche, insomma in tutte le situazioni in cui il bass non ha interesse a muoversi troppo per cacciare il proprio cibo.
I segnali che ci indicano il momento in cui dobbiamo utilizzare questa tecnica sono diversi e relativamente facili da individuare, vediamo di illustrarne alcuni :
 
·         Il pesce insegue l’esca ma non la attacca
·         Notiamo pesci a vista che pinneggiano tranquilli ma si disinteressano alle nostre esche
·         Al minimo accenno di movimento dell’esca il pesce si allontana.
·         Notiamo pesci sospesi a mezz’acqua in completa apatia.
 
Questi sono solo alcuni indizi classici, ma è importante adattarsi ad ogni situazione e capire quando il bass gradisce presentazioni molto più lente o addirittura ferme.
Adattarsi vuol dire notare e interpretare i movimenti del pesce cercando il miglior recupero per catturarlo.
Un’esca che mi da molte soddisfazioni in questi momenti è il french fry, la classica patatina intramontabile che con il suo movimento molto adescante resta per molto tempo nella “strike zone” scendendo molto lentamente e risultando spesso letale.
La utilizzo completamente spiombata o come vedremo in seguito con un piccolo insert all’interno.
Ricordo come ora, qualche anno fa durante un video di pesca al bass diventato in seguito molto popolare tra i bassmen di tutta Italia, il french fry lasciato immobile davanti a pesci scorti a pochi metri da riva è risultata la carta vincente, cambiandoci la giornata e trasformandola in una delle più entusiasmanti della nostra vita pescasportiva.
Le tecniche utilizzate in questi casi sono fondamentalmente due :  la prima consiste nel riuscire a individuare un pesce a vista, presentargli l’esca a qualche centimetro dal muso e lasciarla assolutamente immobile.
Ho specificato a pochi centimetri dal muso poiché lanciandogli troppo vicino o addirittura sopra otterrete l’effetto contrario cioè spaventare il bass e facendolo scappare a pinne levate.
A volte l’attacco arriva dopo pochi secondi, in altri casi l’abboccata può arrivare anche dopo diversi secondi se non minuti.
La cosa importante è notare l’atteggiamento del pesce durante la nostra azione di pesca e di adattarsi a questi movimenti, se si disinteressa completamente della nostra presentazione insistiamo ancora qualche lancio per vedere se il pesce risulta più attivo, al contrario se dopo i nostri primi lanci lo notiamo disturbato andiamocene e torniamo qualche minuto dopo.
Inoltre, ci sono alcuni accorgimenti e movimenti della nostra azione di pesca che possiamo tenere conto, prima di tutto rendiamoci conto che se vediamo un pesce a vista ci sono serie possibilità che ci abbia visto a sua volta, quindi risulterà molto sospettoso, secondo cerchiamo di farci notare il meno possibile, di muoverci molto lentamente e di evitare rumori indesiderati.
La seconda tecnica consiste nel ripetere la stessa procedura della soluzione precedente in un punto propizio, ad esempio sotto un ramo sommerso dove probabile trovare un pesce sospeso qualche centimetro sotto la superficie, oppure i bordi degli erbai, le sassaie alternate da piante e le cover isolate dove il pesce si concentra in diversi periodi dell’anno.
Tra le marche che io utilizzo principalmente, per dare un riferimento, io mi trovo bene con i French Fry e i Finesse Worm della V & M, i Ring Fry della Lake Fork, alcune esche della Zoom, i Flick Shake della Jackal e il Fall Shaker della Fish Arrow.
Questi sono i miei preferiti ma fate delle prove e trovate quelle migliori per il vostro stile di pesca.
Come inneschi tendo ad alternare il classico Texas se pesco attorno a ostacoli più o meno importanti e infrascati al wacky rig ( in particolare con i vermi molto sottili ) quando pesco in zone più libere.
Se peschiamo in zone profonde o vogliamo una discesa più veloce possiamo aggiungere un piccolo insert weight, in tungsteno se possibile, questo permette una buona affondabilità senza compromettere l’azione dell’esca.
Un’altra tipologia di esche che si presta bene per il do nothing è il jig.
Questo artificiale risulta molto catturante sia in caduta, che recuperato a saltelli più o meno pronunciati, quest’ultimo recupero imita però molto bene il gambero in fuga, ma non sottovalutiamo il suo potere catturante lasciato fermo sul fondo...
Avete mai notato l’atteggiamento del bass nel confronto di un gambero?
Mi è capitato in qualche cava con in acqua chiara di vedere un gambero cadere lentamente sul fondo , il bass scende lentamente assieme ad esso, il primo, notando la minaccia si pone in posizione di difesa con chele alte e ben in vista una volta toccato il fondo, il bass per nulla intimorito gli si avvicina e lo aspira.
Questa reazione non è fulminea, anzi è abbastanza lenta, passano diversi secondi tra la caduta del gambero e l’attacco del bass, ecco noi dobbiamo immaginare tutto questo nella nostra testa, dobbiamo dare il tempo al bass di fare tutto questo
Quindi una volta lanciato il jig lo lasciamo immobile sul fondo, magari squotendolo in loco per qualche secondo, ma non spostandolo dalla posizione che abbiamo scelto.
La mangiata di solito arriva con un sussulto del filo, garantendoci in questo modo che il bass ha aspirato l’esca, a questo punto deve arrivare una ferrata secca e decisa che vada a segno in profondità.
Per questa pesca utilizzo jig stand up che in acqua hanno una posizione quasi verticale, come il nuovo Flipping Jig della V & M, il Jig2Bite della A.D.O. Lures o il Flat back jig della Deps con l’aggiunta di un bel gambero come ad esempio il Punch Craw della V & M.
Altre tecniche che utilizzo spesso nella pesca a do nothing è il drop shot lo split shot, due tecniche finesse che si adattano perfettamente a questa filosofia di pesca.
Sia con il drop shot che con lo splith shot dopo avere eseguito il lancio in un punto che riteniamo ottimo, lasciamo scendere l’esca sul fondo e la lasciamo assolutamente immobile.
Dopo diversi secondi, nel caso non vediamo nessuna abboccata, possiamo spostare l’esca di qualche centimetro per poi lasciarla immobile ancora per diverso tempo.
La quantità di tempo ci verrà data da quanto crediamo il posto sia propizio, dal tipo di esca utilizzato e dall’attività del pesce.
Come esche utilizziamo principalmente le classiche per queste tecniche come piccoli worms, gamberi, ecc.
 
Ma veniamo ora alla scelta dell’attrezzatura e i colori che vanno per la maggiore.:
Come canne mi affido a quella da spinning sia per la pesca spiombata che a finesse, la lunghezza dipende dagli ambienti che andremo ad affrontare, in laghi grandi preferisco canne lunghe fino a 7’ per lanci a lunga gittata e migliore controllo dell’esca a grande distanza, per la pesca con il jig, utilizzo la classica per questa pesca, lunghezza 7’ azione H con potenza oltre l’oncia di peso.
Come marca mi affido a Airrus, poichè l’estrema sensibilità del materiale con cui sono costruite queste canne, mi permette di sentire la minima tocca e in questa pesca è molto importante.
Come filo vado sul fluorcarbon uso principalmente la serie Shooter della Sunline nei diametri dalle 6 alle 8 libbre per il finesse e 16/18 libbre per il jig. La mia scelta è comunque influenzata molto dal colore dell’acqua, se molto chiara posso scendere anche al 14 lbs per il jig e al 5 lbs per il finesse.
Il fluorocarbon è importante per questa pesca poiché la sua proprietà affondante ci aiuta ad avere una presentazione più naturale e un pelo più veloce, con il monofilo si rischia di attendere troppo tempo che l’esca scenda, in condizioni di vento poi ancora più fondamentale.
Inoltre il fluorocarbon ci permette di avere sempre il controllo diretto con l’esca, la sua affondabilità mantiene sempre un collegamento diretto tra la nostra mano e la nostra esca.
Parliamo ora dei colori che si utilizzano principalmente per la pesca a do nothing, a mio parere, visto l’attività predatoria scarsa del nostro amico centrarchide nelle condizioni in cui la andiamo a utilizzare, direi che quelli naturali la fanno da padrone.
Più l’acqua è chiara più dobbiamo stare vicini al colore del fondo, tutte le potenziali prede del bass per mimetizzarsi prenderanno la livrea del colore del fondale quindi cerchiamo di imitarlo il più possibile, così come il colore delle cover ( erbai, rami, sassi) anch’esso molto importante.
Inoltre la completa naturalità delle nostre esche tenderà a rendere meno sospettoso il pesce e a invitarlo maggiormente ad attaccarle, quindi stiamo su colori classici come green pumpkin, watermelon, smoke, black, purple ecc colori che non insospettiscono il bass.
Per quanto riguarda il jig anche qui cerchiamo di imitare il più possibile il vero colore del guscio esterno del gambero e delle chele, i colori che funzionano meglio di solito sono tutte le varietà di purple, red, green pumpkin, black red flake ecc.
Infine un piccolo consiglio, abbiate tanta pazienza, spesso la mangiata arriva dopo diversi secondi che siete immobili, restate concentrati, filo sempre teso e pronti a catturare i bass, anche più smaliziati.
 
Luca Quintavalla

Meiho VS 3080

Oggi vi voglio parlare di un prodotto veramente interessante e che in un certo senso ha rivoluzionato lo "stoccaggio" delle esche e della minuteria per la pesca al bass e per lo spinning in generale.

La Meiho VS - 3080 :


 

Sempre più frequentemente vedo nelle bassoat questa valigetta segno inconfondiile di effeicienza e organizzazione.

La scatola è estreamamente versatile, come potete vedere nella foto si possono inserire scatole in diverse posizioni e numero, i piedini antiscivolo inferiori sono molto comodi e permettono ottima stabilità anche nei momenti in cui la barca perde stabilità.
La VS-3080 è divisa in due scomparti, in quello superiore io di solito possiziono tutti i crank, jerkabit, topwater ecc, in quello inferiore gomma, spinnerbait, piombi, ami, minuteria varia, lo spazio è più che sufficiente e con un pratico sistema di chiusura permette di spostare la valigetta anche senza doverla chiudere con le clip apposite.

Infine parliamo dell'estetica, la valigia è personalizzabile nei colori sono presenti le colorazioni rosso, bianco, giallo e nero e ultimamente sono anche a disposizione i coperchi di colori non trasparenti, per evitare che le esche artificiali in particolare i crank ricevano troppa luce alterando in certi casi la forma degli stessi.

Per ulteriori informazioni cercate Meiho su Facebook!

Carolina Rig.


Grazie alle vostre e mail e ai vostri interventi, ho capito che c'è confusione su una tecnica particolare, poco conosciuta, poco utilizzata ma estremamente efficacie, il Carolina rig.

Questo innesco è abbastanza semplice, ma credo sia utile riproporvelo in maniera più chiara e precisa.

Per un buon innesco abbiamo bisogno di : Bobina di monofilo/fluorocarbon ( io preferisco il Fluorocarbon ) diametro dalle 16 lbs in su - piombo in tungsteno da 1/2 oz in su ( dipende a che profondità peschiamo ) - girella - perlina - amo.


  
Prima di tutto dobbiamo preapara il finale, lo si fa legando un amo a uno spezzone di filo lungo dai 40 cm in su, in questo moo l'esca sarà libera di muoversi nel modo
più naturale possibile.


 
 
Una volta fatto questo inseriamo nel filo in bobina il piombo, seguito dalla perlina e leghiamo il tutto alla girella.



 
Una volta fatto questo siamo pronti per legare lo spezzone con l'amo attaccato alla girella e il gioco è fatto.


 
Il carolina rig è una tecnica dedicata alla pesca di profondità, sulle strutture sommese, sulle secche, sulle sassaie ecc ecc insomma in tutte quelle zone dove il bass stazione in profondità a ridosso di ostacoli sommersi.
Il piombo in tungsteno vi permette di sentire tutte le asperità del fondo dandovi la sensazione di cosa ci sia sul fondo, erba, sassi e fango sono facilmente riconoscibili grazie a questa tecnica.
La perlina servirà per richiamare sonoramente il bass e la girella servirà per evitare fastidiose torsioni al filo durante l'azioen di pesca.
Usate canne rigide e toste, di lunghezza non inferiore ai 7 piedi di potenza oltre l'oncia, azione H, considerate che dovrete lanciare un piombo di 3/4 oz il più lungo possibile e portare ferrate pronte anche a 10 mt di profondità!
Le esche migliori sono i worms, le creature e le lizard, ma non date limiti alla vostra fantasia e giocate sulla lunghezza del finale, più lo lasciate lungo più l'esca si muoverà naturalmente.
L'estate e l'autunno sono le stagioni migliori, provate recuperi costanti, trascinando letteralmente sul fondo il piombo

Contattemi per ulteriori informazioni.

 

Bass Autunnali


L’autunno è senza dubbio la miglior stagione per la pesca di tuti i predatori, in particolare per il black bass.
Il nostro amico centrarchide si sveglia dal torpore estivo e inizia la massiccia ricerca di cibo in vista dell’inverno; quando l’afa opprimente inizia a dissolversi e le prime piogge rinfrescano l’acqua di laghi e stagni, il Bass inizia a spostarsi dai fondali in cui si era rifugiato in cerca refrigerio durante le lunghe e torride giornate estive, per portarsi in acque più basse, alla ricerca del cibo necessario per passare l’inverno, ormai alle porte.
La temperatura dell’acqua in questo periodo è molto importante ( ma lo è anche in tutto il resto dell’anno ), quando dai 30 e più gradi tipici della stagione calda scende a 23/24°c fino ad arrivare ai 15°, di solito, riconosciamo cambiamenti vistosi nel comportamento del black bass, maggiore attività nel sottoriva, maggiore voracità nell’attaccare le esche artificiali, tendenza a imbrancarsi in vere e proprie come noi le chiamano in gergo “scuole” e soprattutto attività più marcata degli esemplari di grossa mole.
In questo periodo molto produttivo per la nostra pesca, dobbiamo tenere presente che il bass ha un unico e solo pensiero : alimentarsi.
Sarà attivo dalla mattina presto alla sera tardi, si avvicinerà in cerca di cibo sempre più a ridosso della sponda soprattutto in presenza di vento, preferirà cercare cibo a ridosso di tutte le strutture in particolare quelle poco profonde, seguirà i folti branchi di foraggio in migrazione, lo troveremo vicino ai pontili, sugli erbai, nascosti sotto le fascine sommerse, insomma spot e atteggiamenti che non hanno niente a che vedere con l’apatia estiva.
 
Le tecniche più redditizie in questa stagione sono quelle effettuate con esche di ricerca, quest’ulitme permettono di coprire molta acqua in poca tempo,ma con estrema efficacia, il power fishing, ovvero la pesca di “potenza e velocità”, in questo periodo è decisamente la tecnica che rende di più.
Gli artificiali che ci permettono tutto questo sono : spinnerbait, crankbait, soft e hard jerkbait.
In autunno il Bass non va tanto per il sottile,è in cerca di cibo tutto il giorno,soprattutto quando una piccola brezza increspa la superficie dell’acqua,è il momento degli spinnerbait,in dimensioni generose ( 3/8 o meglio ½ Oz.),ottimi in versione tandem cioè con una paletta colorado di forma rotondeggiante che emana molte vibrazioni in acqua e una willow leaf o letteralmente a foglia di salice che ha lo scopo di girare molto velocemente e emanare molti lampi di luce.
Perché lo spinnerbait?
Perché in questo periodo il bass caccia prevalentemente sul pesce foraggio imbrancato e lo spinnerbait è l’esca che riproduce più fedelmente questa situazione, con i lampi di luce, le vibrazioni e il colore del gonnellino.
Può essere utile correlare un buon trailer, ovvero un’appendice siliconica applicata alla base della testina, che stimoli il Bass nella sua aggressività.
Inoltre può essere utile cambiare forma alle palette, cioè utilizzare spinnerbait con due palette willow leaf per la pesca in acque chiare e recuperi velocissimi, ad esempio sopra ad erbai e strutture sommerse, oppure due palette tipo colorado durante la pesca in acque profonde e più velate.
Lo spinnerbait andrà scelto in base alle dimensioni, alla forma,al colore del pesce foraggio presente e alla condizioni di luce,ad esempio se il foraggio principale sarà l’alborella utilizzeremo spinnerbait con colorazioni bianche, se invece il foraggio principale sarà la scardola o il persico sole preferiremo spinnerbait di colore giallo, arancio, rosso ecc, se il cielo sarà chiaro, il bianco sarà perfetto, con il cielo velato il giallo e così via.
Il recupero dovrà essere molto veloce in prossimità di alberi sommersi o erbai,mentre potremmo rallentare i giri di manovella in prossimità di sassaie o strutture profonde tipo pontili dove il Bass staziona più in profondità.
 
Un’esca molto utilizzata in questo periodo è il Crankbait di media profondità recuperato in prossimità di massicciate più o meno profonde o a ridosso di pali o pontili, cerchiamo di recuperare il crank in modo continuo e allegro ma con qualche pausa,spesso sono decisive.
Uno dei grandi segreti del crankbait è farlo incocciare contro tutti gli ostacoli che troveremo sul suo cammino e ad ogni ostacolo fermare il recupero, attendere qualche secondo e riprendere lo stesso più velocemente soprattutto per i primi metri…è una tecnica molto redditizia che mette in movimento i pesci anche meno attivi.
Per i colori ragioniamo come con gli spinnerbait, usiamo colori naturali molto simili al colore del pesce foraggio come bianco o pancia bianca e schiena nera, o al limite più appariscenti tipo giallo fluo, rosso o nero in condizioni di acque velate.
Consiglio crankbait di media profondità poiché i branchi di pesce foraggio in autunno “sospendono” al di sopra delle strutture sommerse e i bass con loro, quindi non avrebbe senso usare crankbait di profondità in quanto si sonderebbero zone dove il bass non è presente.
 
Un’altra esca killer in questo momento sono gli hard bait e i softbait, ovvero i minnow rigidi suspending o meno ( i vecchi Rapala per intenderci ) e le imitazioni di minnow in silicone.
I primi sono ottimi utilizzati a strappi con qualche pausa, mentre gli altri possono essere utilizzati sia spiombati che piombati texas, recuperati a galla o sul fondo a saltelli.
Per i colori e le piombature cerchiamo di tenere conto della limpidezza dell’acqua e della profondità che andremo a pescare.
Teniamo sempre a mente comunque che il bass preferirà recuperi orizzontali a quelli verticali in questo periodo.
 
In autunno,usiamo tutte le tecniche a nostra disposizione,non ne resteremo pentiti,rispolveriamo colori che usiamo poco,spesso sono proprio questi che ci danno il Big dell’anno.
 
Sfruttiamo a pieno ogni giornata autunnale,anche la pioggia può essere alleata,godiamoci a pieno gli ultimi giorni dell’anno dove il big bass sarà sempre in agguato e rilasciamo SEMPRE il pesce catturato, il catch e release è l’unica arma che abbiamo per far si che la nostra passione resti viva.
 
 
Luca Quintavalla

Revolution Shad della Reaction Strike...

 
 

Vi parlo oggi, di un'esca veramente interessante, molto catturante e a mio parere estremamente versatile il Revolution Shad della Reaction Strike.
Questa ditta americana leader nella cotruzione di swimbait rigide e morbide ha creato questa swimbait rigida disponibile in due misure, 4,3 e 5,5 pollici e in  quattro affondamenti Wake ( galleggiante ), Slow fall ( affondamento lento ), Suspending, e Fast ( affondamento veloce ), i colori disponibili sono 20.

 
 
 
Ho avuto modo di testarla durante tutto l'inverno e questo inizio primavera, in particolare la versione slow fall, la prima cosa che mi è rimasta impressa è senza dubbio il movimento, estrememente sinuoso e molto naturale, è una swimbait dalle dimensioni ideale per le nostre acque, che si muove come fosse un pesce vero durante il nuoto.

L'azione resta immutata anche a bassa velocità questa la rende molto catturante spratutto in momenti di apatia del pesce, al contrario, recuperata velocemente non perde il suo assetto e questa la rende perfetta per recuperi "stop ang go" per scatenare l'aggressività del pesce.

 
    
 
 
La versione wake è da provare nella stagione calda, quando il pesce è maggiormente aggressivo in superficie, di sicuro può dare una grossa mano nel selezionare il pesce di taglia poichè sposta molta acqua.

Le due versioni suspending e fast sono ottime quando il pesce staziona negli strati bassi dell'acqua o è sospeso, la versione suspending in acqua chiara può fare la differenza, ottima stabilità e movimento perfetto anche in questa versione.
 


 

 
I colori che preferisco sono i naturali come Hitch, Ghost Natural shad, Pearl, ma anche l'ormai noto Sexy può dare la svolta in caso di acque velate.

 
        
 
L'attrezzatura che utilizzo è quella classica da crankbait per la versione da 4.3", canna azione medium potenza da 5/8 oz. in su, per la 5.5" direi di passare ad un'azione MH, monofilo o fluorocarbon ( non nella versine suspending ) diametri dale 12 lbs in su.

Provatela e fatemi sapere le vostre impressioni.


Texas Rig.


Iniziamo questo piccolo ripasso sugli inneschi più utilizzati per il bassifishing con il più semplice e diffuso, questo innesco ha cambiato radicalmente il mondo della pesca al bass, poichè  grazie al Texas Rig siamo riusciti ad arrivare nei luoghi più nascosti e intricati del mondo del bass, entrandogli letteralmente in "casa" senza incagliare le nostre preziose esche.

Ma vediamo nel dettaglio come effettuare il Texas Rig:

utilizziamo un esca siliconica qualsiasi ( in questo caso un gambero, ma può essere anche un verme una creatura ecc. ), un amo adeguato alle dimensioni dell'esca, un piombo e il classico monofilo che utilizziamo per la nostra pesca.

            

Per prima cosa inseriamo il piombo all'interno del filo con la testa rivolta verso l'alto, leghiamo l'amo al monofilo stesso e siamo pronti ad innescare la nostra esca.

 
A questo punto, possiamo decidere se lasciare libero il piombo di scorrere sul filo o bloccarlo con stopper in gomma appositamente acquistabili nei migliori negozi di pesca.
Questo ci permetterà di pescare anche in zone molto infrascate permettendo così alla nostra esca di essere un un cosa sola con il piombo e diventare più penetrante e efficacie.
 
Ma veniamo all'innesco vero e proprio, per prima cosa inseriamo l'amo nella testa dell'esca, facendolo uscire qualche centimetro sotto, 

                
a questo punto facciamo scorrere l'esca all'interno dell'amo fino ad arrivare alla curvatura dell'amo posta vicino all'occhiello ( off set ).


 
A questo punto, inseriamo nuovamente la punta dell'amo nel corpo dell'esca, la facciamo uscire completamente e la appuntiamo delicatamente appena sotto il corpo di essa.


 

In certi casi possiamo anche non fare uscire la punta dell'amo competamente dall'esca, ma pescando in zone estramente intricate possiamo far pentrare l'amo nel corpo dell'esca fino a circa la metà del suo spessore.
In questo caso la nostra esca sarà totalmente antialga, ma attenzione sarà meno facile allamare il pesce con sicurezza sopratutto se usiamo gomme di composizione dura.
Al contrario con l'innesco descritto in foto la ferrata è molto sicura, ma andiamo incontro a qualche incaglio in più.

Il Texas rig è un innesco universale, si utilizza in tantissime teniche per la pesca al bass, imparatelo bene, vi servirà in ogni vostra uscita di pesca.

Prossimo appuntamento...split shot!
    

Bass invernali

Ebbene si,è tornato,con le sue corte e fredde giornate,con le sue fitte nebbie,i suoi rami spogli, dopo una stagione ricca di catture è tornato l’inverno.
La maggior parte dei Bassmen italiani con l’arrivo della stagione fredda,riduce e di molto la frequenza di uscite mirate al centrarchide,per dedicarsi a pesci ,diciamo così, più attivi come lucci e trote o meglio a sistemare la propria attrezzatura aspettando che la nuova stagione abbia inizio.
Ma c’è chi, a ragione o torto, non ne vuol sapere di fermarsi e continua a cercare il Bass anche quando il freddo gela il filo tra gli anelli.
 
Ma ne vale la pena?
Vale passare un’intera giornata al freddo,magari fra la nebbia con temperature sotto lo zero?
 
Il nostro amico dalla bocca grande,nel periodo invernale,riduce la sua attività,il metabolismo cala e la sua voglia di cibarsi con frequenza durante il giorno anch’essa cala drasticamente.
 
Quindi come affrontare un’uscita invernale?
Che esche usare per stimolare il nostro amico intorpidito dalle rigide temperature?

 
 
Per prima cosa dovremmo essere molto attenti alle condizioni climatiche:in generale le giornate soleggiate sono caratterizzate da freddo pungente e temperature ben al di sotto dello zero,quindi cerchiamo di scartarle,a meno che il sole scaldi a tal punto da anticipare di qualche settimana l’arrivo della primavera; al contrario,le giornate nuvolose, i lunghi periodi piovosi, temperature più alte e ridotta luminosità saranno la nostra carta vincente, infatti la temperatura di notte tende a scendere meno e la bassa pressione mette in attività i pesci.
 
Il secondo fattore fondamentale per catturare bass in inverno…è il posto.
Il bass tende a svernare in zone ben definite, difficilmente vaga in cerca di cibo, si concentra in zone particolari con molta profondità vicino a zone con molte vegetazione in poca acqua, preferisce scalini con pendenza sui 45° gradi dove sospende a diversi mt di profondità, poi in momenti particolari del giorno tende ad addentrarsi in zone con molta vegetazione in poca acqua a ridosso della riva in cerca di cibo e noi dovremo essere li.
In inverno è fondamentale essere nel posto giusto al momento giusto, dobbiamo sfruttare quei pochi momenti di attività quei pochi secondi utili dove il bass entra in caccia.
Preferiamo zone profonde e ripide, come i ponti, come le sassaie e cerchiamo il foraggio, dove c’è foraggio c’è bass, in particolare in inverno, dove il pesce segue spesso i branchi di pesce.
Infine concentriamoci sulle sponde rivolte a nord, queste battute dai venti da sud avranno una temperatura di qualche grado superiore al resto dello specchio d'acqua.
 
Esche e tecniche :
 
Ci sono diverse correnti di pensiero sulle esche e le tecniche da utilizzare nella pesca invernale, personalmente essendo un power fishermen, adatto la mia tecnica anche alla stagione fredda, la mia esca preferita è il suspending jerkbait, seguita a ruota dal crankbait.
Questa due esche ci permettono di sondare molta acqua e trovare il pesce in attività, inoltre il bass in inverno si ciba spesso del foraggio che si raggruppa in zone ben definite, quindi una imitazione di pesce sarà la scelta azzeccata.
Utilizzo il jerk in zone ripide come muri, piloni di ponti o sponde sassose e ricche di ripari, il crank è la mia esca preferita per le sassaie.
Nelle sassaie entra in gioco anche la pesca con esche silicone, il finesse è un’ottima tecnica per l’inverno, il drop shot in particolare fa sostare molto tempo l’esca nella strike zone stimolando il predatore all’attacco.
Anche il jig nelle zone ricche di gambero può fare la differenza, non dimenticatelo.
 
Colori:
Con esche siliconiche colori naturali, su tutti, watermelon, green pumpkin ,brown,ma in certe occsasioni un colore vivace tipo chartreuse può dare ottimi risultati soprattutto in acque velate.
Per quanto riguarda i crank preferisco colori naturali come shad o come crawfish se pesco in zone con molto gambero, occasionalmente chartreuse in caso di acqua velata, per i suspending jerk senza dubbio naturali più vicini possibili al foraggio presente e allo stesso modo ci dobbiamo regolare anche per le dimensioni.
 
Recuperi e attacchi:
Per le esche siliconiche il recupero dovrà essere estremamente lento e con frequenti e lunghe pause ( anche 30 secondi),dovremo cercare di stimolare il bass ad attaccare, ma senza costringerlo ad inseguire ed a perdere energie preziose.
La mangiata potrà essere sia strappacanna che impercettibile,dipende dall’attività del pesce in quel momento.
Per i suspending jerkbait il recupero avrà una cadenza regolare e ritmica con frequenti e lunghe pause ( jerk jerk pausa…jerk jerk pausa…) la pausa anche qui può variare dai 10 o + secondi, l’attacco arriva quasi sempre nel momento in cui ci si ferma, quindi mi raccomando tenete il filo in tensione per sentire la minima tocca.
Per il crank preferiremo un recupero lento sul fondo , cercando di fare incocciare più ostacoli possibile e fermandosi una volta colpito uno di essi…anche qui la mangiata arriva sullo stop.
 
Che attrezzature usare?
 
Direi che in questa stagione non c’è bisogno di portarsi un mare di attrezzature e di canne,bastano 2 canne, ma di quelle giuste : una da spinning da utilizzare con piombature leggerissime ( in questa stagione 1/16 oz. non è certo un delitto…) e una da crank/jerkbait lunghezza media con azione medium.
 
Il filo,consiglio un buon fluorocarbon,nel diametro di 6/8 libbre per la canna da spinning, e un 10 massimo 12 libbre per le attrezzature da casting, non c’è bisogno di fili “estivi”, in questo periodo dimentichiamoci che il Bass sia l’indomito combattente della stagione calda,la difesa è decisamente meno cattiva.
 
La pesca del Bass in inverno è dura e spesso e volentieri i cappotti sono in agguato,ma credo che la soddisfazione di catturare un pesce sotto la neve o a temperature polari sia un’emozione che vi scalderà il cuore ed anche una sola mangiata vi farà dimenticare la fatica accumulata in una fredda giornata invernale!
 
Provare per credere!

Bagley Killer bill modifica...

 


Non sono un gran costruttore di artificiali, anzi non lo sono proprio, però mi piace dare un tocco della mia fantasia ad alcuni di essi, ci sono certe esche bellissime, ma non con il colore che piace a me, altre invece con colori giusti...ma che funzionano malissimo per il mio stile di pesca, beh il Killer bill della Bagley è una di quelle esche che funzionano benissimo, ha un movimento molto stretto, si muove al minimo accenno di recupero e...cattura cattura cattura, è veramente letale...un killer appunto.

 

Le colorazioni sono molto variegate, la gamma colori è ampia, ma in certi casi non basta.

Personalmente amo molto i crank color chartreuse, credo che sia un colore molto visibile che permette al bass di visualizzare l'esca velocemente e che lo stimoli ad attaccare con ferocia, ma nelle zone dove pesco io, c'è molta presenza di gambero della louisiana, quindi, un tocco di rosso non può mancare in tutte le mie esche, ancor di più per il crank, esca che oltre a imitare il pesce foraggio, imita anche il movimento del gambero che scappa.

 

Bene, niente di più facile, ho applicato al mio Bagley diverse strisce adesive rosse acquistabili su www.basspro.com , ma anche nelle comuni ferramente italiane, le ho poste principalmente sui fianchi, nel caso il pesce cerchi di attaccare l'esca lateralmente, sulla pancia nel caso il bass cerchi di attaccare l'esca dal basso verso l'alto e infine anche una sulla schiena per dare più tonalità rossa in generale al mio crank.


 

Bene i risultati non si sono fatti attendere, questo crank mi ha aiutato non poco a piazzarmi secondo durante il campionato Italiano Arci in Po di Volano, e anche nelle pescate di tutti i giorni sono riuscito a catturare diversi pesci anche di taglia molto interessante.


 

Provate anche voi a modificare le vostre esche...vedrete che soddisfazione catturare un bel bass con la vostra custom bait!

New Airrus Texas Copperhead

Finalmente sono riuscito a testare la nuova nata in casa Airrus rods, in anteprima assoluta per l'Italia, la Airrus Texas Copperhead " Wildlife series" nella versione da crankbait.



La prima sensazione in pesca è senza dubbio la leggerezza, dote non comune per una canna americana, il grezzo multimodulare SUPER SLIM  ''AIRRUS C.R.H.D.   BLANK'' ( scelto tra ben 26 disponibili ) si fa sentire e vedere, il fusto è sottilissimo, ma da una sensazione di robustezza immediata.



Il portamulinello è  in FUJI, gli anelli in FUJI ALCONITE, il manico ''SPLITTED'' è in un tipo particolare di EVA ad alta densità e con una porosità particolare che la rende estremamente leggera.



Il tappo maggiorato protegge il grezzo  dalle sollecitazioni verticali e aiuta nel lancio a due mani essendo anche palmabile e ergonomico, il colore delle finiture è stato scelto il "rame" poichè è uno dei colori simbolo del Texas.



L'hook keeper è legato all'altezza del primo anello.

In pesca la canna si è rivelata ottima per pescare con crankbait medio piccoli, la misura 7' a mio parere è perfetta, così come la potenza 1/4 5/8 oz. la rende polivalente anche per la pesca topwater.

In arrivo, nei prossimi mesi anche i modelli dedicati ad altre tecniche oltre al crankbait, disegnati in esclusiva per l'Italia da KELLY MOORE in collaborazione con me e con il distributore italiano.

New Mustad Red hook

Il panorama ami da pesca è molto vario e sempre in continuo movimento, Mustad, azienda leader nel settore ha sviluppato una serie di ami per il bassfishing, veramente interessanti e innovativi.
In particolare, oggi vi voglio parlare della serie red che sto utilizzando con ottime soddisfazioni nelle mie recenti uscite di pesca.
Gli ami in questione sono estremamente affilati, robusti e hanno una colorazione rossa che li rende mimetici quando si pesca con gamberi oppure con esche bianche tipo shad i stik bait per dare la sensazione del pesce ferito.
 


Le misure disponibili vanno dal 1/0 al 4/0.
 

Modifica High Tail V & M

Oggi volevo mostrarvi una piccola modifica che ho attuato all High Tail della V & M, una creatura molto adescante ideale nei momenti in cui il bass è alla ricerca, di esche medio piccole che emanano però diverse vibrazioni.
La High Tail è una creatura adatta per la pesca a texas, split shot e shekay head, nella sua conformazione originale ( vedi foto ) è adatta per la pesca leggera a ridosso di strutture, la sua forma allungata la rende ottima sopratutto con piombature medio leggere come 1/4 oz.

 

Visto l'efficacia di questa esca, ho pensato di modificarla per farla diventare catturante anche in mezzo al canneto, tra i rami, insomma nelle strutture dove abbiamo bisogno di piombatura più sostenuta, ma senza allargarci troppo con le dimensioni dell'esca.

La modifica che ho fatto è molto semplice, ho accorciato prima di tutto la lunghezza del corpo, in seguito ho tagliato una estremità delle due "braccia" poste laterlamente, di modo che l'esca in caduta, oltre alle codine vibranti poste nella parte inferiore, metta in azione anche le estremità superiori che si apriranno in maniera molto adescante.

 

L'innesco che mi ha dato maggiori soddisfzioni è stato quello texas, con un piombo worm weight della Tru-Tungsten da 1/4 o 3/8 oz, bloccato dal "Peter T" Smart peg e una perlina chiamata Per T force beads sempre della Tru Tungsten.
L'utilità della perlina è il richiamo sonoro emanato durante i richiami dell'esca, distanziando il piombo, saldamente bloccato dallo Smart peg, in acque torbide questo trucchetto può fare veramente la differenza.
Infine ho legato tutto a un amo Mustad 3/0 della nova serie red.

 

La high tail montata in questa maniera può rivelarsi veramente adescante in zone con acqua velata o torbida e in presenza di gamberi, mentre levando la perlina può essere ottima anche in acque chiare a ridosso di strutture evendenti come i pontili.

Arrivederci al prossimo Tips.