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Il sito è in costante aggiornamento.
Luca Quintavalla
Professional Bass Angler and Fishing Guide
Consigli/Tactics
Catch e release.
Questo sito promuove il catch e release, rilascia il pesce oggi e lo catturerai domani!
Consigli su crank e jerk direttamente da Rick Clunn!
Mi preme condividere con voi una paio di video molto interessanti dedicati alla pesca con crankbait e jerkbait direttamente dal guru del bassfishing : Mr Rick Clunn!
Concetti come le pause, il contatto continuo con gli ostacoli e le velocità in pochi minuti di video!
Per chi non ha molta confidenza con l'inglese, mi contatti pure che vedo di dare chiarimenti.
Bass invernali in video!
Ecco alcuni consigli sulla pesca invernale direttamente in video per voi!
Bass Autunnali
L’autunno è senza dubbio la miglior stagione per la pesca di tuti i predatori, in particolare per il black bass.
Il nostro amico centrarchide si sveglia dal torpore estivo e inizia la massiccia ricerca di cibo in vista dell’inverno; quando l’afa opprimente inizia a dissolversi e le prime piogge rinfrescano l’acqua di laghi e stagni, il Bass inizia a spostarsi dai fondali in cui si era rifugiato in cerca refrigerio durante le lunghe e torride giornate estive, per portarsi in acque più basse, alla ricerca del cibo necessario per passare l’inverno, ormai alle porte.
La temperatura dell’acqua in questo periodo è molto importante ( ma lo è anche in tutto il resto dell’anno ), quando dai 30 e più gradi tipici della stagione calda scende a 23/24°c fino ad arrivare ai 15°, di solito, riconosciamo cambiamenti vistosi nel comportamento del black bass, maggiore attività nel sottoriva, maggiore voracità nell’attaccare le esche artificiali, tendenza a imbrancarsi in vere e proprie come noi le chiamano in gergo “scuole” e soprattutto attività più marcata degli esemplari di grossa mole.
In questo periodo molto produttivo per la nostra pesca, dobbiamo tenere presente che il bass ha un unico e solo pensiero : alimentarsi.
Sarà attivo dalla mattina presto alla sera tardi, si avvicinerà in cerca di cibo sempre più a ridosso della sponda soprattutto in presenza di vento, preferirà cercare cibo a ridosso di tutte le strutture in particolare quelle poco profonde, seguirà i folti branchi di foraggio in migrazione, lo troveremo vicino ai pontili, sugli erbai, nascosti sotto le fascine sommerse, insomma spot e atteggiamenti che non hanno niente a che vedere con l’apatia estiva.
Le tecniche più redditizie in questa stagione sono quelle effettuate con esche di ricerca, quest’ulitme permettono di coprire molta acqua in poca tempo,ma con estrema efficacia, il power fishing, ovvero la pesca di “potenza e velocità”, in questo periodo è decisamente la tecnica che rende di più.
Gli artificiali che ci permettono tutto questo sono : spinnerbait, crankbait, soft e hard jerkbait.
In autunno il Bass non va tanto per il sottile,è in cerca di cibo tutto il giorno,soprattutto quando una piccola brezza increspa la superficie dell’acqua,è il momento degli spinnerbait,in dimensioni generose ( 3/8 o meglio ½ Oz.),ottimi in versione tandem cioè con una paletta colorado di forma rotondeggiante che emana molte vibrazioni in acqua e una willow leaf o letteralmente a foglia di salice che ha lo scopo di girare molto velocemente e emanare molti lampi di luce.
Perché lo spinnerbait?
Perché in questo periodo il bass caccia prevalentemente sul pesce foraggio imbrancato e lo spinnerbait è l’esca che riproduce più fedelmente questa situazione, con i lampi di luce, le vibrazioni e il colore del gonnellino.
Può essere utile correlare un buon trailer, ovvero un’appendice siliconica applicata alla base della testina, che stimoli il Bass nella sua aggressività.
Inoltre può essere utile cambiare forma alle palette, cioè utilizzare spinnerbait con due palette willow leaf per la pesca in acque chiare e recuperi velocissimi, ad esempio sopra ad erbai e strutture sommerse, oppure due palette tipo colorado durante la pesca in acque profonde e più velate.
Lo spinnerbait andrà scelto in base alle dimensioni, alla forma,al colore del pesce foraggio presente e alla condizioni di luce,ad esempio se il foraggio principale sarà l’alborella utilizzeremo spinnerbait con colorazioni bianche, se invece il foraggio principale sarà la scardola o il persico sole preferiremo spinnerbait di colore giallo, arancio, rosso ecc, se il cielo sarà chiaro, il bianco sarà perfetto, con il cielo velato il giallo e così via.
Il recupero dovrà essere molto veloce in prossimità di alberi sommersi o erbai,mentre potremmo rallentare i giri di manovella in prossimità di sassaie o strutture profonde tipo pontili dove il Bass staziona più in profondità.
Un’esca molto utilizzata in questo periodo è il Crankbait di media profondità recuperato in prossimità di massicciate più o meno profonde o a ridosso di pali o pontili, cerchiamo di recuperare il crank in modo continuo e allegro ma con qualche pausa,spesso sono decisive.
Uno dei grandi segreti del crankbait è farlo incocciare contro tutti gli ostacoli che troveremo sul suo cammino e ad ogni ostacolo fermare il recupero, attendere qualche secondo e riprendere lo stesso più velocemente soprattutto per i primi metri…è una tecnica molto redditizia che mette in movimento i pesci anche meno attivi.
Per i colori ragioniamo come con gli spinnerbait, usiamo colori naturali molto simili al colore del pesce foraggio come bianco o pancia bianca e schiena nera, o al limite più appariscenti tipo giallo fluo, rosso o nero in condizioni di acque velate.
Consiglio crankbait di media profondità poiché i branchi di pesce foraggio in autunno “sospendono” al di sopra delle strutture sommerse e i bass con loro, quindi non avrebbe senso usare crankbait di profondità in quanto si sonderebbero zone dove il bass non è presente.
Un’altra esca killer in questo momento sono gli hard bait e i softbait, ovvero i minnow rigidi suspending o meno ( i vecchi Rapala per intenderci ) e le imitazioni di minnow in silicone.
I primi sono ottimi utilizzati a strappi con qualche pausa, mentre gli altri possono essere utilizzati sia spiombati che piombati texas, recuperati a galla o sul fondo a saltelli.
Per i colori e le piombature cerchiamo di tenere conto della limpidezza dell’acqua e della profondità che andremo a pescare.
Teniamo sempre a mente comunque che il bass preferirà recuperi orizzontali a quelli verticali in questo periodo.
In autunno,usiamo tutte le tecniche a nostra disposizione,non ne resteremo pentiti,rispolveriamo colori che usiamo poco,spesso sono proprio questi che ci danno il Big dell’anno.
Sfruttiamo a pieno ogni giornata autunnale,anche la pioggia può essere alleata,godiamoci a pieno gli ultimi giorni dell’anno dove il big bass sarà sempre in agguato e rilasciamo SEMPRE il pesce catturato, il catch e release è l’unica arma che abbiamo per far si che la nostra passione resti viva.
Luca Quintavalla
Bass estivi teoria e pratica in video!
Tutela del bass, gestione del livewell in gara.
Ecco alcuni consigli, per evitare nel periodo caldo la sofferenza dei bass all’interno dei livewell durante le gare e rovinare una bella pescata in una brutta e dannosa esperienza.
Il bass ha bisogno di acqua fresca, ricca di ossigeno per sopravvivere in maniera ottimale per tante ore in poca quantità di acqua e per poter essere rilasciato col minor danno possibile.
L’acqua fresca è ricca di ossigeno quindi mantenere una temperatura accettabile è fondamentale.
MANTENERE UNA BUONA QUANTITA’ DI OSSIGENO E QUALITA’ DELL’ACQUA :
La mattina appena arrivati sul primo spot riempite il livewell con l’acqua fresca della mattina, ricordatevi, più l’acqua è fresca più è ricca di ossigeno. Cercate di caricare in luoghi aperti ben ossigenati, non in zone stagnanti, non in zone all’interno di porti, ma in acque ben ossigenate.
Mentre riempite la vasca, accendete il ricircolo interno fino al riempimento della stessa, in questo modo il processo di ossigenazione sarà più efficiente e immediato.
Mantenere una buona quantità di ossigeno e qualità dell’acqua dipende dalla temperatura poiché l’acqua calda contiene meno ossigeno. Inoltre il bass in acqua calda consuma più ossigeno e quindi produce una maggiore quantità di sostanze tossiche come anidride carbonica e ammoniaca.
QUANDO LA TEMPERATURA DELL’ACQUA E’ SOTTO I 24/25 GRADI :
Caricate il livewell come descritto in precedenza
Accendere il ricircolo esterno per portare sempre acqua ossigenata quando possibile.
Tenere acceso la pompa di ricircolo in continuo se avete più di 5 lbs di pesce in vasca ( circa 2,5 kg )
QUANDO LA TEMPERATURA DELL’ACQUA E’ SOPRA I 24/25 GRADI :
Quando la temperatura dell’acqua sale oltre i 25 gradi è necessario controllarla con l’aggiunta di ghiaccio, per evitare la proliferazione di sostanze nocive.
Caricare il livewell come descritto in precedenza
Utilizzare le pompe solo in modalità ricircolo interno, per evitare di pescare dall’esterno acqua più calda.
Raffreddare la temperatura interna aggiungendo ghiaccio fino al raggiungimento della temperatura descritta nella tabella sottostante :
Temperatura superficiale dell’acqua
Temperatura acqua livewell
24°/26°
24°
26°/29°
25°/26°
Sopra i 29°
26°/27°
E’ necessario che fate delle prove per trovare la giusta quantità di ghiaccio che permette alla temperatura del vostro livewell di essere ideale. Ad esempio, 3,5 kg di ghiaccio permettono di raffreddare di circa 5° una vasca da 120 Lt per circa 3 ore.
E’ possibile usare sia i blocchi di ghiaccio da frigo bar, bottiglie d’acqua congelate, che il ghiaccio sfuso in cubetti. I blocchi di ghiaccio rilasciano il freddo in maniera più costante che il ghiaccio sfuso non preoccupatevi del cloro presente nell’acqua rubinetto, quel poco che rimarrà dopo che il ghiaccio si sarà sciolto uscirà con un corretto ricircolo.
Coprire il coperchio del livewell con uno straccio bagnato o con qualcosa che lo protegge dai raggi solari, l’acqua tenderà a scaldarsi meno.
Controllare la temperatura del livewell con un piccolo termometro da acquario o installare un piccolo termometro all’interno della vasca.
Se avete più di 5 libbre di pesce nel livewell ( circa 2,5 kg ) svuotate almeno la metà del livewell ogni 3 ore per cambiare acqua e metterne di più fresca e ossigenata. Questa operazione è da fare SOLO se avete la possibilità di pescare acqua fresca, se dovete pescare acqua più calda evitatelo e mantenete la pompa di ricircolo in continuo.
Pulite sempre il vostro livewell dopo ogni vostra uscita di pesca, il liveweel sporco crea muffe tossiche che possono uccidere il pesce in pochi minuti
OSSIGENAZIONE :
Ultimamente sono nati alcuni dispositivi molto utili che permettono di liberare ossigeno puro direttamente nell’acqua. Sono installati di recenti in tutte le bassboats di nuova generazione ed è necessario farli funzionare in maniera corretta, quindi controllateli di continuo per un perfetto utilizzo.
ADDITIVI CHIMICI NEL LIVEWEEL E SALI :
Il bass durante il combattimento della cattura e durante la sua permanenza del livewell si stressa e perde Sali utili alla propria sopravvivenza. Può essere utile aggiungere sale NON iodizzato nella quantità di circa 1/3 di un coperchio di un classico contenitore di plastica da cucina medio piccolo per ogni 20 LT di acqua.
Esistono inoltre alcuni prodotti chimici in commercio che aiutano a ripristinare il giusto livello di Sali facendo tornare il pesce in condizioni meno stressanti e più tranquille. Le quantità da utilizzare sono scritte sopra alla confezione. Questi prodotti, se contengono Sali, sono sconsigliati in caso di utilizzo di dispositivi di ossigenazione automatici poiché possono provocare cloro. E’ consigliato non usare sali quando questi dispositivi sono in azione.
BASTA VERAMENTE POCO PER SALVAGUARDIARE I PESCI E RILASCIARLI IN MANIERA PIU’ ACCURATA POSSIBILE.
Tens Years of Recognized Leadership in Innovation and Technology
The first prototype rod built using the Airrus blank concept was made in July of 2001. At that time Airrus wasn’t Airrus, it was Sirrus and remained as such until 2003 when, after our 2nd ICAST win in a row in the rod category, Shakespeare decided that we needed to change our name to something other than Sirrus do to a trademark dispute. Airrus Rods made its debut at ICAST in 2004 with the introduction of the Tradition series.
Although our rods have taken on some rather innovative looks over the years our original blank concept has not changed since our first rod was made some ten years ago. Airrus has always tried to stay on top of the latest advances in materials and production concepts in order to offer our customers the finest rods money can buy. The new 2011 Co-matrix 2.0, Micro Puls and Nano Fusion all carry on the Airrus tradition of innovative excellence in materials and components along with the superb styling and performance you have come to expect from Airrus.
FILAMENT WINDING
Filament winding has been an integral part of an Airrus rod from the very beginning. Filament winding affords an unlimited degree of design flexibility do to the fact that winding angles can be altered inch by inch and layer by layer along the length of the mandrel. This allows us to design the flex pattern of the filament wound section of the blank with angle differentiation rather than mandrel taper.
MEGAPHONE EFFECT
The Megaphone Effect was first recognized during the development of the Tradition series as an increased sensitivity in the grip do to the integral nature of the blank and grip. During the development of the Puls-R a similar vibration transfer was realized in the grip, however in this instance the vibrations travelling down the blank reverse direction at the internal point of contact inside the grip allowing them to flow forward through the grip. We call this Reverse Vibration Transfer or RVT for short. In either, case just like the shape of a megaphone enhances sound the shape of the grip on the Puls-R, Tradition and now our Nano Fusion series enhances the vibrations emanating from the blank.
MICRO PULS
Always Wanted to try Micro Guides But Couldn’t Afford toIf this is the case then our new Micro Puls series is exactly what you have been looking for. Built along a series of well balanced standard modulus blanks the Micro Puls offers features typically found on higher priced rods. The Airrus Micro Guide system provides for long, accurate casts. A 30/33 modulus matte wrap on the lower portion of the blank provides for a powerful hook set while the standard Airrus tip tapers afford the ultimate in lure presentation and sensitivity. Take a Micro Puls for a test drive at your local retailer today, you won’t be disappointed.
CO-MATRIX 2.0
A Re-styled Version of the Series That Put Airrus on the MapThe Co-Matrix 2.0 is a re-styled version of the original 457 series that put Airrus on the map. Built around the original Co-Matirx blanks the new Co-Matrix 2.0 now sports a split reel seat for maximum hand to blank contact, a stylist machined aluminum butt cap that won’t catch in your shirt and features the proprietary Airrus Micro Guide system for longer more accurate casts. Maintaining the original blank tapers and construction has allowed us to retain those characteristics which made the original 457 series such a valued part of a fisherman’s arsenal whether they were a Weekender or an Elite Pro. The old adage “If it isn’t broke, don’t fix it” had a lot to do with it as well. If you have fished a Co-Matrix you know what I mean, if you haven’t try one you’ll love it.
KW NANO FUSION
Innovation and Performance at its FinestNano Fusion is a third generation Nano rod, based on and developed using the latest in Carbon Nanotube Composite Technology. The new Nano Fusion series is stronger and tougher with an overall improvement in sensitivity due to reduced resin levels and the increased nano fiber loadings achieved using a new technique called Carbon Nanotube Layering. Similar in design to the Puls-R, Nano Fusion uses the same Megaphone Effect to enhance the overall sensitivity of the rod. Nano Fusion also features our proprietary Airrus Micro Guide system for longer, more accurate casts, die cast aluminum reel seats with machined aluminum hoods and sleeves and an integrated weight port with a series of threaded weights for precise balancing of any set up. Pass up the rest and buy the best, you won’t be disappointed.
BUCKY PAPER and CARBON NANO TUBE LAYERING
The Blank Technology of the FutureThis is an exclusive and proprietary process initially covered by a Provisional patent which describes the method by which various areal weights of Bucky Paper are strategically placed within the Nano Fusion blank to achieve the desired performance and design criteria. When used in conjunction with our third generation exclusive nano tube resin system and the flexibility of being able to have prepreg made to our specifications as far as resin loading and filament modulus. At this point Airrus has but scratched the surface as to where this interacting nano technology can take rod and blank science in the future, but as usual Airrus has again positioned itself on the cutting edge and you our valued customer will be its benefactor.
GREEN TAG
Green tags have been attached to all Nano Fusion rods to let you and your customers know that the supplier who produces our Nano tubes does not use chemicals harmful to the environment in the production of these tubes and that the technology used in there production is environmentally friendly. There reactions result in low levels of iron, water and Nano tubes.
Bass estivi
Ormai ci siamo, sole, caldo, l’estate è il periodo che tutti aspettiamo, shirt a maniche corte, lunghe giornate e bass!
Non facciamoci però ingannare dalle apparenze o dalle leggende dei nonni che narrano memorabili pescate estive, l’estate è si un buon momento per la pesca al bass, ma non dimentichiamo che è una stagione “estrema” opposta all’inverno, quindi un periodo che alterna lunghi periodi di caldi afosi, a brevi giornate di temporali intensi,inutile dire che il bass risenta sia degli uni che degli altri adattando il suo comportamento e la sua alimentazione.
Il bass aumenta il proprio metabolismo con l’innalzamento della temperatura ( io considero l’inizio del periodo estivo quando la temperatura dell’acqua supera i 20/22 gradi.) e con lui la sua attività, ma quando questo calore diventa eccessivo ecco che la diminuzione dell’ossigeno disciolto nell’elemento liquido, rende il bass abbastanza a apatico e poco affamato.
Vediamo qualche tecnica e qualche esca per catturare bei bass e soprattutto dove andarlo a cercare in questo periodo.
Ci sono 3 indizi fondamentali da tenere conto quando andiamo a pesca di bass nella stagione estiva, tre caratteristiche morfologiche fondamentali dove è più possibile trovare il centrarchide :
Profondità
Intrichi di vegetazione
Corrente
Stampiamoci bene in testa queste 3 caratteristiche e cerchiamole nelle zone a noi comuni.
Il bass in questa stagione cercherà acqua più fresca, quindi andrà in profondità, soprattutto durante il giorno, con sole alto e aumento della temperatura.
Nei grandi laghi cerchiamo il termoclino, cioè la stratificazione dell’acqua, la divisione tra acqua calda e acqua più fresca, il bass si sposterà li in cerca di foraggio e di refrigerio.
In queste situazioni cerco il pesce con crank di profondità, carolina rig con piccoli vermi o creature, inneschi texas medio pesanti con grossi worm in silicone, drop shot e grossi jig.
Paradossalmente troveremo il bass anche in pochi centimetri d’acqua… ma immancabilmente vicino a coperture, ostacoli molto fitti e zone d’ombra ampie.
E’ facile capire il perché, le zone molto ombreggiate hanno una temperatura dell’acqua più bassa inoltre ninfee, fior di loto, canneti, rilasciano ossigeno in acqua quindi capiamo bene che un pesce reso apatico dalla temperatura alta e dal poco ossigeno troverà condizioni più favorevoli, proprio in zone d’ombra e ricche di ostacoli.
In questo caso entrano in scena tecniche più comuni, come il flipping e il topwater a ridosso o sopra a queste coperture.
Altra condizione particolare che il bass cercherà è la corrente, la corrente porta acqua fresca e cibo, molto cibo, che attrae spesso il pesce foraggio di cui il bass si nutre, quindi cerchiamo zone battute dal vento ( si anche il vento è corrente e qui non dimentichiamo un’esca fantastica col vento, lo spinnerbait ), cerchiamo ingressi di canali o piccoli affluenti, cerchiamo anse dei fiumi a ridosso della corrente principale.
Tenendo conto di questi tre fattori fondamentali possiamo trovare zone combinate di questi 3 elementi, se troviamo un’ansa battuta dalla corrente principale e ricca di ostacoli stiamo pronti perché il bass sarà quasi sicuramente in agguato, idem se troviamo una grossa struttura sommersa in profondità.
I bass di piccola taglia sono attivi in tutte le ore della giornata, il divertimento della stagione estiva è data dalla maggior attività di questi piccoli medi esemplari che sono in cerca di cibo tutto il giorno e facilmente catturabili con diverse tecniche, topwater su tutte, discorso diverso per i big, che hanno finestre di attività più ristrette.
Al mattino presto e alla sera tardi sono sicuramente ottimi momenti in cui il pesce grosso è alla ricerca di cibo ed è più attivo.
In questi due momenti, insieme a quando i temporali rompono la calura estiva, io mi affido a una tecnica che ha fatto innamorare migliaia di pescatori di bass in tutto il mondo, ovvero la pesca a galla o topwater.
Le esche per questa tecnica sono tantissime, c’è solo l’imbarazzo della scelta, personalmente vi consiglio di stringere la cerchia a 4 tipi che sono quelli che personalmente uso di più:
Buzzbait
Popper o propeller
Walking the dog baits.
Rane
Il buzzbait è un’ esca simile al più conosciuto spinnerbait, una corpo in acciaio con testa piombata e gonnellino nella parte inferiore e una più o meno grossa elica che taglia la superficie provocando un rumore molto caratteristico che crea nel bass un grosso disturbo sia di rumore che di vibrazioni.
Io lo recupero a media velocità in prossimità di zone d’erba più o meno sommerse un’esca di ricerca molto redditizia anche nella stagione autunnale, meglio magari con una leggera brezza che increspa la superficie.
Popper, imitazione di piccolo pesciolino cavo in testa che ha la caratteristica di rilasciare un rumore ( “pop” appunto..) molto invitante.
Lo recupero a strappi costanti alternati da lunghe pause se il bass è apatico, altrimenti durante picchi di attività importanti come prima di temporali, a velocità costante per stimolare l’aggressività del bass.
Lo uso su erbai e sassaie, in quest’ultime il rumore del popper è molto amplificato dai sassi quindi richiama i pesci anche da lunga distanza.
Walking the dog ( dall’inglese letteralmente a spasso col cane…) è un movimento particolare di alcune esche a forma di minnow che recuperate costantemente hanno un movimento simile allo scodinzola mento del cane sopra la superficie dell’acqua.
Le dimensione di queste sono direttamente proporzionali all’ampiezza dello “scodinzolamento” li uso principalmente attorno a ostacoli come pontili, piante cadute ecc, con recuperi simile al popper.
Infine rane…topwater perfetto al di sopra delle cover pescabili con nessuna altra tecnica.
Capita spesso di trovare tappeti di erba impenetrabili, beh con la rana di gomma possiamo pescare al di sopra di esse in attesa che il bass in cerca di refrigerio sotto di esse con un’esplosione di vita, attacchi la nostra esca…garantisco mangiate da cardiopalma…
Come spesso accade in estate,come per magia,l’afa e il caldo lascia spazio a temporali più o meno intensi,questo è sicuramente il momento migliore per essere in pesca. L’arrivo di un temporale provoca un brusco abbassamento della pressione atmosferica rendendo l’attività del Bass frenetica non dimentichiamolo, inoltre teniamo d’occhio le schiuse di insetti e tutti i piccoli cambiamenti dell’ambiente circostante, in estate il minimo cambiamento del tempo può cambiare una giornata poco redditizia in una spettacolare.
Non demordete mai,anche se il caldo vi opprime,il Bass dell’anno è sempre dietro l’angolo!
Luca Quintavalla
Anteprima Airrus KW Nano Fusion.
Ken Whiting è tornato alla compagnia della quale era proprietario e si prepara a svelare buckypaper, un nuovo materiale che rivoluzionerà il modo in cui sono prodotte le canne.
Ken Whiting, uno dei designer di canne da pesca più noti e di successo del settore, è tornato a Airrus. Come riportato esclusivamente nel nel numero di Aprile di Angling International, l’iconico marchio americano sta tornando in seguito all’ acquisto, all’inizio di quest’anno, da parte del distributore italiano Bass and Pike Tackle.
La nuova gamma di canne Airrus verrà presentata in occasione della ICAST nel mese di luglio. Essa comprenderà la KW NanoFusion, una terza canna della gamma nano che Whiting ritiene essere la più innovativa e tecnologicamente avanzata che abbia mai progettato e che sarà inserita nello concorso-showcase dei nuovi prodotti che verranno mostrati alla fiera a Las Vegas.
Una nuova tecnica denominata Nano Carbon Layered Buckypaper (un tubo multistrato) verrà utilizzata nella costruzione di grezzi, utilizzando un “materiale nuovo e rivoluzionario” chiamato buckypaper, mai utilizzato prima in nessun altro tipo di canna da pesca.
Il rientro di Whiting al marchio Airrus lo riporta alla società da lui fondata nel 2002.
Airrus ha vinto nella sua storia 4 best of show all’ICAST e le canne e l’abbigliamento disegnati da Whiting hanno vinto otto best of show all’ICAST. Whiting vanta nelle sue anche il premio OL25 dai lettori dell’Outdoor life.
“La Nano Fusion sarà qualcosa di veramente speciale. In termini di prestazioni e durata nel tempo “, ha detto Whiting, che ha recentemente concluso due anni di attività di consulenza all’interno del settore. ”Ho chiuso il cerchio e sto facendo quello che ho fatto dieci anni fa”, ha continuato.
“Ho avuto buone relazioni con i clienti Airrus allora con una buona reputazione per il servizio clienti e spero di ristabilire i contatti. “E ‘stato difficile per me vedere Airrus diventare solo un’altra società di canne da pesca dopo che l’ho venduta a Castaway Fishing Products ma questa è un’opportunità di rinascita attraverso l’innovazione. Ci divertiremo molto all’ICAST.
Il gioiello nella corona delle canne da bass freshwater Airrus sarà la serie firmata da Ken Whiting chiamata Nano Fusion, che sarà nella fascia di prezzo superiore . La nuova Co-Matrix 2.0 sarà la serie Airrus nel segmento di mezzo e la Micro Puls sarà la canna più economica del marchio.
Il rientro di Whiting avrà sicuramente un valore nella rete di vendita al dettaglio. Il ritorno del marchoAirrus ha suscitato una risposta iniziale estremamente positiva da parte dei venditori con un enorme interesse verso le nuove canne.
La distribuzione esclusiva, il servizio clienti e ciò che concerne le garanzie per il Nord America sarà gestito da Trophy Technologies, Mc Cordsville, Indiana sotto la direzione di Kris Reibel. Trophy Tech- è ben noto come essere il proprietario, tra gli altri, dei marchi Reaction Strike e Castaic. Il rilancio di Airrus compie un passo nella giusta direzione con un vecchio nome ed una nuova tecnologie grazie a Francesco Dotto proprietario del marchio Airrus Rods e titolare di Bass Pike tackle e a Kris Reibel of Trophy Technologies, distributore del marchio Airrus per il Nord America.
COSA E' IL BUCKYPAPER?
● E’ la definizione per un nuovo materiale che assomiglia molto a carta di carbonio, ma che potrebbe rivoluzionare il modo in cui tutto tutto viene prodotto, dai televisori agli aerei.
● Il Buckypaper comprende molecole di carbonio a forma di tubo 50.000 volte più sottili di un capello umano.
● Una volta assemblato, il componente si dimostra 10 volte più leggero ma 500 volte più resistente dell’acciaio.
●“Questo materiale potrebbe essere per gran parte dei ricercatori del settore delle nanotecnologie, il sacro Graal”, ha detto Wade Adams, uno scienziato della Rice University. ● Grazie alle sue proprietà uniche, il Buckypaper è visto come un nuovo materiale per una miriade di prodotti.
AMENTUM spinnerbait...uno spinner diverso...
Lo spinnerbait è sempre lo spinnerbait!
Quest'esca molto utilizzata ed estremamente polivalente è un must tra i pescatori di spinnerbait di tutto il mondo, le sue varianti sono infinite, palette, gonnellini, pesi, flash, insomma c'è solo l'imbarazzo della scelta. Quindi perchè parlarvi di uno spinner se ormai tutte o quasi le ditte del settore si sono uniformate su standard ben definiti? Beh perchè la pressione di pesca in Italia è diventata un fattore molto determinante nelle nostre battute di pesca, il pesce vede sempre più esche e spesso sempre le uguali, quindi c'era bisogno di qualcosa di nuovo e di "diverso".
Ecco che LEGIO ( http://www.legiofishing.com/ ) marchio italiano nato nel 2010 propone uno spinnerbait dalle caratteristiche veramente uniche e molto particolari : AMENTUM SPINNERBAIT.
E' uno spinnerbait che è stato creato per riprodurre vibrazioni e cromatismi fuori dagli standard di un classico spinnerbait, per creare un alternativa valida alle solite wirebaits da usare in posti pressatissimi ed in generale in acque chiare, dove i bass hanno visto di tutto. E' una collaborazione progettuale Usa/Italia e le componenti di questo spinnerbait provengono da Giappone/STATI UNITI/Cina.
Ecco le caratteristiche principali di questo gioiello :
1) PESO SBILANCIATO ALL'INDIETRO PER STABILITA' IN RECUPERI VELOCISSIMI
2) TESTA FISH HEAD SHAPE + 3D EYE PER ASSOLUTO REALISMO
3) LE RAGIONI DELLA PALETTA IN PLASTICA :
A) LEGGEREZZA TOTALE, QUINDI ATTIVAZIONE ANCHE SU RECUPERI LENTISSIMI O SU STOP AND GO
B) COLORE INVISIBLE PER CREARE UNA DIFFERENZA RISPETTO A QUALSIASI ALTRO SPINNERBAIT IN COMMERCIO
C) INDIRIZZARE IL PESCE ALL'ATTACCO SULLO SKIRT E NON SULLA PALETTA STESSA CAUSANDO UN NUMERO DI STRIKE POSITIVI MAGGIORI
4) IL FILO E' IN MATERIALE ARMONICO AL ALTISSIMA RESISTENZA : NON SI SPEZZA
5) L'AMO E' UN GAMKATSU ORIGINALE DEL 4/0
6) I COLORI SONO STATI SCELTI PER ESSERE SEMI LUCENTI ( CREARE UN EFFETTO VEDO E NON VEDO CHE SIMULA LE SQUAME DEI PESCI PREDA)
Disponibile in 7 colori e nella misura singola di 3/8 oz.
Questo spinner mi ha gia regalato diverse cattura nei test da me effettuati in fase di studio, vi garantisco è in grado di catturare bass molto smaliziati e apatici. E' ottimo in recuperi super lenti e mi ha dato gia diverse catture in fase di caduta dell'esca a ridosso di ostacoli affioranti.
Un vecchio detto dei nostri nonni diceva : “il vento non è ne cacciatore ne pescatore”… beh si diciamo che i nostri “avi” tutti i torti non li avevano, effettivamente il vento può essere il nostro più grosso nemico, ma anche il nostro vero alleato che ci può far cambiare una giornata mediocre in una fantastica, ricca di catture anche di ottima taglia.
Ma perché il vento è così importante? Perché dobbiamo prestare così tanta attenzione a questo fenomeno atmosferico? Prima di tutto il vento riduce la visibilità dei bass poiché crea una diminuzione della penetrazione dei raggi solari al di sotto dell’elemento liquido, in questo caso i pesci non riescono a distinguere nitidamente le nostre esche e il foraggio di cui si alimenta, quindi diventano meno smaliziati e più propensi ad attaccare i nostri artificiali, in secondo luogo il vento sposta plankton e microrganismi nella direzione dello stesso, attivando così il foraggio di cui il bass si ciba e spingendo il bass ad alimentarsi nella zona più superficiale della colonna d’acqua, infine il vento crea corrente, condizione che in zone dove non c’è un ricambio d’acqua costante può essere un toccasana soprattutto nei mesi caldi.
Questi fattori possono condizionare l’attività del bass in positivo in qualsiasi momento della giornata, ma se l’intensità o la direzione del vento è troppo forte o sconveniente per la stagione in cui ci troviamo, beh questo può essere controproducente o addirittura dannoso. Il vento non proviene sempre dalla stessa direzione, di solito quando spira da sud ad esempio, è caldo quindi sarà ottimo nelle condizioni in cui i pesci hanno bisogno di aumento della temperatura, al contrario quando proviene da nord è freddo, quindi sarà positivo quando pensiamo che un calo di temperatura potrebbe aumentare l’attività dei pesci; i venti intermedi come il maestrale, lo scirocco, il grecale ecc. sono venti intermedi , che provengono da nord/ovest, sud/est,ecc, questi ultimi in base all’ intensità e o alla posizione geografica in cui ci troviamo possono cambiare gli effetti sul clima. In inverno ad esempio il vento difficilmente è nostro alleato, la temperatura superficiale, riscaldata dal tiepido sole delle ore più calde se colpita dal vento tende a raffreddarsi, peggiorando la situazione.
Tutte queste condizioni positive o negative che siano, posso essere completamente ribaltate dall’intensità del vento , questa è molto importante sia che peschiamo da riva, ancor di più dalla barca e drasticamente se peschiamo dal belly boat, la buona direzione del vento può diventare dannosa se l’intensità è troppo elevata.
In acqua limpida il vento è sicuramente un fattore positivo, la visibilità del bass si riduce quindi la percentuale di cattura è molto più elevata che in condizioni normali, ma troppo vento porta ad un eccessivo intorbidimento delle zone battute e questo disturba il bass che tende a spostarsi. La famosa “ muddy line” cioè la striscia torbida che si crea sulle sponde battute dal vento troppo intenso è quasi sempre deleteria mentre una leggera velatura può essere ottima soprattutto in presenza di alberi sommersi o erbai ad esempio.
In acqua velata o torbida l’azione del vento è meno decisiva, ma sempre utile sopratutto nelle stagioni calde quando il pesce è apatico e poco propenso ad alimentarsi.
Personalmente quando controllo le previsioni del tempo prima di uscire a pesca, presto principalmente la mia attenzione all’intensità, poi alla direzione, poiché se il vento spira ad una velocità accettabile può essere decisivo, mentre se è nella direzione giusta ma debole la situazione non credo cambierà moltissimo.
Mi informo inoltre se è previsto un cambio di questi fattori durante l’arco della giornata e il motivo è semplice, il vento può cambiare la giornata in qualsiasi momento quindi voglio essere pronto a spostarmi o meglio ancora decidere ancora prima di partire, le zone da battere scartando il resto del lago o fiume che sia.
Parliamo ora di come pescare il vento e in che modo posizionarci per sfruttare a pieno la sua azione benefica, capita spesso di sapere di essere sul hot spot con il vento giusto ma non capire perché il pesce non mangia, bene dobbiamo chiederci come siamo posizionati con la barca o belly boat e se stiamo recuperando l’esca nelle maniera ottimale. Da riva è più semplice, concentriamoci sulla sponda più battuta dal vento e battiamola costantemente, se le condizioni sono giuste quasi sicuramente i risultati difficilmente tarderanno ad arrivare, ma dalla barca o dal belly le cose sono diverse.
La prima regola è concentrarci sulle sponde battute dal vento, posizionare la barca o il belly in modo da avercelo sempre davanti, non facciamoci tentare dalla facilità di farci “trascinare” da lui anche se è più semplice e più comodo lanciare le nostre esche a suo favore, la direzione migliore è quasi sempre lanciare direttamente all’interno di esso o meglio ancora leggermente in diagonale nel caso stiamo pescando verso la sponda. In questi casi la barca sarà sempre posizionata nella maniera ideale e la nostra esca sarà presentata nel modo più naturale possibile, teniamo conto che il pesce si posizionerà con il muso rivolto contro vento per attendere che lo stesso porti a lui il mangiare senza fatica. Un altro fattore importante è la corrente creata dalla forza del vento, spesso in prossimità di cover più o meno ampie oppure strutture come le punte che rompono la corrente creata dal vento, tenete conto del cambio di direzione e cercate sempre di recuperare la vostra esca nella direzione più naturale possibile.
Chiaramente ci sono alcuni accorgimenti da prendere durante le giornate ventose, per prima cosa la regolazione dei mulinelli, pescare diverse ore contro vento porta spesso a parrucche e lanci ridotti, per questo motivo dobbiamo gestire i nostri freni in modo accurato stringendoli in certi casi anche sensibilmente, inoltre assicuriamoci di avere le bobine cariche di filo, più filo abbiamo in bobina più riusciamo ad effettuare lanci lunghi, infine ma non per ultimo per chi pesca dalla barca assicuriamoci di avere le batterie del motore elettrico sempre ben cariche, l’autonomia di queste cala drasticamente pescando contro vento con il motore sempre in moto. Prestiamo inoltre molta attenzione alle nostre dotazioni di bordo e cerchiamo di essere molto prudenti alla guida della nostra bassboat, un lago molto agitato può essere molto pericoloso con onde alte e spesso lunghe nei grandi laghi, quindi giubbino indossato e kill switch attivato.
Parliamo ora delle esche e tecniche che io utilizzo principalmente nelle giornate ventose : la mia esca principale è lo spinnerbait, questa esca mi permette di battere molta acqua e di imitare il pesce foraggio di cui il bass va in cerca in particolare in queste giornate, Inoltre lo spinnerbait produce molte vibrazioni quindi permette al bass di localizzare la mia esca anche in condizioni di onde particolarmente alte e “rumorose”. Utilizzo colori più simili al foraggio di cui si alimenta il bass, nel caso in cui l’acqua sia velata o torbida uso colori che si rendano visibili come white/chart, chartreuse, orange o in certi casi anche black o purple. Tendo a recuperarlo molto velocemente con palette double willow in acque chiare, per non dare il tempo al bass di vedere nitidamente la mia esca e giocare sul suo istinto predatorio, mentre in acque velate tendo a ad utilizzare spinnerbait tandem con recuperi più lenti. Il peso lo scelgo in base alla profondità dell’acqua e all’intensità del vento, più il vento spira forte più utilizzo spinnerbait pesanti e viceversa, cerco di concentrarmi la mia azione attorno a cover vicino alla riva, come rami caduti e piante sommerse.
La seconda esca che adoro in queste condizioni è il crankbait o il lippes crankbait, queste due esche sono fantastiche per cercare pesce leggermente più profondi , emanano tante vibrazioni e rumori che stimolano l’istinto aggressivo dei pesci. La scelta dei colori e del peso sono gli stessi dello spinnerbait, ma concentro la mia azione su sassaie con il crank e erbai più o meno folti per il lippes. Tendo a recuperare sempre velocemente, ma se il vento non è particolarmente forte rallento leggermente soprattutto con il crank cercando di farlo sbattere il più possibile sulle strutture presenti.
Altre esche che meritano un posto di rilievo in queste giornate sono il jerkbait e i topwater come i buzzbait e popper, come dicevo prima il bass tende a salire nello strato superficiale dell’acqua quindi la sua attenzione sarà rivolta a tutto ciò che nuota al di sopra di essa.
Discorso a parte lo meritano le strutture a centro lago/cava, nelle giornate ventose spesso i salti di profondità, o le secche sono una vera calamita per i bass, infatti in queste zone il cambio di fondale provoca un’accelerazione della corrente creata dal vento con conseguente aumento della possibilità di trovare foraggio nei paraggi e quindi bass. In questi casi i worms la fanno da padrone, io adoro pescare in questi casi a carolina rig o texas rig, due tecniche ottime in queste condizioni, uso piombi di dimensioni generose dai 3/8 oz a 1 oz di peso, per mantenere il contatto col fondo, utilizzo principalmente grossi worms o lizard nelle giornate con buona attività, quando invece c’è apatia preferisco french fry di misure contenute.
In questi casi avere un’ancora in barca può essere decisivo, l’ancora permette di rimanere nella stessa posizione senza dover sprecare le batterie e ci permette di pescare sempre nella zona con costanza e precisione.
Pescare col vento può essere fastidioso in certi casi, ma spesso i risultati ottenuti sono importanti, il cambio climatico è spesso positivo nella pesca la bass, guardiamo sempre le previsioni del tempo prima di preparare un’uscita di pesca e peschiamo convinti i risultati non tarderanno ad arrivare.
E' online il nuovo catalogo Reaction Strike, ricco di novità e di esche molto interessanti. Sono presente come testimonial all'interno di esso, per me questo è motivo di orgoglio e moivazione.
Il bass appartiene alla famiglia dei centrarchidi e come ogni altra specie ittica, ci sono alcuni periodi dell’anno in cui è più attivo e altri in cui lo è molto meno.
La primavera, insieme all’autunno,e uno dei periodi di maggiore attività, dove, il nostro amico pinnuto è in costante ricerca di cibo e il motivo è molto semplice: l’inverno ha rallentato notevolmente il suo metabolismo e quando l’innalzamento della temperatura dell’acqua segnala al bass l’arrivo della primavera,esso si sveglia dal torpore invernale e si mette alla ricerca di cibo per avvicinarsi al periodo riproduttivo.
Inizia il tutto all’incirca verso la fine del mese di febbraio ( dipende molto dai posti frequentati e soprattutto dalla temperatura dell’acqua),quando la temperatura dell’acqua inizia lievemente a salire( 7/10°C ), la temperatura esterna tende a restare sopra lo zero anche durante la notte,il metabolismo del Bass,inizierà a risvegliare nel nostro amico centrarchide, la fame e l’istinto riproduttivo lo metteranno in movimento alla ricerca del cibo necessario per sfamarsi e arrivare pronto al perido riproduttivo.
L’insieme di questi fattori ambientali e animali si chiama pre frega,questo periodo va più o meno, da fine febbraio a metà di aprile, con la temperatura dell’acqua che varia tra i 10° e i 15.5°.
In questo range di temperature, il bass si sposterà dalle profonde buche invernali dove si era rifugiato durante l’inverno,verso le acque più basse e temperate alla ricerca delle zone più ricche di mangiare e idonee per la riproduzione,
In questo periodo le sassaie e le zone a fondo “duro” sono un vero magnete per il bass ,in quanto la roccia trattiene molto bene il calore e lo rilascia lentamente, quindi potete immaginare il nostro amico dove passerà maggior parte delle proprie giornate.
Altri punti molto redditizi sono gli scalini (drop of), in queste zone il bass rimane sospeso sul salto di profondità a ridosso di ostacoli più o meno emersi, in attesa di un boccone di passaggio e nello stesso tempo ha la possibilità di tornare in acqua profonda durante eventi climatici ostili ( fronti freddi, perturbazioni che riportano la temperatura per qualche giorno ai livelli invernali) molto frequenti in questo periodo dell’anno.
Non perdiamo mai di vista gli ostacoli sommersi e affioranti,ottimo riparo per il Bass in pre frega, soprattutto se vicino abbiamo acqua profonda.
Proviamo a pescare sulle secche soprattutto se rocciose, e sulle zone dove immaginate che il bass andrà a riprodursi, vedrete che non sarà molto lontano in questo periodo.
Durante questo lasso di tempo, quando la temperatura non supera o è molto vicino ai 10°, il Bass è catturabile prevalentemente con artificiali di dimensioni ridotte tipo vermi da 4”, tube, spider grub innescati con tecniche finesse con il drop shot, lo split shot, e il jighhead.,ma, mano a mano che l’ambiente si scalda il bass sposterà le sue preferenze “culinarie” su bocconi più succulenti, quindi la tipologia delle nostre esche e delle nostre tecniche cambierà radicalmente, farà la sua comparsa lo spinnerbait,il jig, il crankbait, i Plastic Worms da 5 o più pollici innescati texas pescando principalmente a pitching, la tecnica regina del prefrega.
Colori naturali su tutti,pumpkin, green pumpkin, black, blue, junebug e chart in acque velate.
Recuperi lenti e con frequenti pause all’inizio;bisogna cercare di stimolare il bass ad attaccare le nostre esche e in questo periodo non è sicuramente predisposto a inseguimenti folli e mangiate spettacolari a galla, mentre con l’innalzamento della temperatura possiamo velocizzare un po’ il nostro recupero per cercare mangiate di reazione del pesce grosso.
Non dimenticate di provare qualche esca topwater soprattutto a fine prefrega, il buzzbait ad esempio può essere un’esca eccezionale in certe condizioni.
Più passa il tempo e più la temperatura si alza, quando raggiunge il range tra i 15.5° e i 21° ,il maschio prepara il nido,la femmina depone le uova e finalmente ha inizio la frega,dove il maschio una volta schiuse le uova difende gli avannotti con tenacia attaccando tutti gli eventuali intrusi che disturbano il suo compito di guardiano.
E’ consigliabile lasciare stare il bass in questo periodo di protezione del nido ( dura più o meno 10 giorni ),perché è un momento molto delicato e in cui si decide il futuro della specie.
Difficilmente il bass si riproduce nello stesso periodo ovunque,quindi cerchiamo altri posti in cui non sia sul nido,sarà un bene sia per lui che per noi no?
Finito il periodo di frega, temperatura dell’acqua tra i 21° e i 24°,le femmine diventano apatiche e scendono sui fondali per recuperare le forze ed alimentarsi,mentre i maschi, finito il loro compito, restano abbastanza attivi durante la giornata, in acqua bassa, in cerca di cibo costantemente.
Inizia quel periodo chiamato post frega.
Il post frega è uno dei periodi più difficili per la pesca del bass,poiché il pesce è molto apatico, svogliato, cambia atteggiamento e soprattutto tempi e zone di caccia.
I maschi li troveremo sparsi in quasi tutto il lago o cava che sia,risponderanno bene ad un buon numero di artificiali : Spinnerbait, jerkbait e soft jerkbait e inizierà a essere produttiva la pesca a galla con popper,buzzbait ecc.
E le grosse femmine? Sono catturabili? Certo, ma bisogna localizzarle e non è facile,questo è il momento del carolina rig,tecnica di profondità molto produttiva in questo periodo dell’anno.
Esca regina del carolina rig è la lizard ( salamandra ), ma anche plastic worms e crawfish ( gambero ).
La pesca in primavera è per le prime settimane molto lenta e a volte monotona,ma con il passare del tempo diventa più varia e divertente.
La primavera è la stagione dei big,i primi a risvegliarsi dal freddo invernale sono gli esemplari più grossi e quindi capite bene che trovarsi nel posto giusto nel momento giusto si possono avere ottime sorprese.
Le mie sono indicazioni di massima,il bass si comporta diversamente in ogni luogo,quindi non stupitevi se lo trovate già in frega ai primi di aprile se ha fatto un’inizio primavera caldo e neanche di catturane uno con un jig da 3/8 oncia in febbraio, è questo il bello di questo splendido pesce.
Ciao a tutti, catch a big one e catch & release forever.
Luca Quintavalla
Airrus Ultra XL UXLC761XH potenza e sensibilità al nostro servizio!
Airrus Ultra xl e' una canna che nel catalogo Airrus ( www.airrusitalia.com ) rappresenta l'evoluzione della CoMatrix, BEST FISHING ROD / ICAST '02 e diventata subito molto popolare sia in Usa che in Europa per le insolite soluzioni tecniche applicate. Parlando strettamente del lato ''tecnico'' la Ultra XL, cosi' come appare nella versione 2010, si presenta con queste carattersitiche:
1) impugnatura in thermalon: questo materiale sembra eva,ma è assai diverso sia al tatto,sia per le caratteristiche. Piu' poroso,piu' resistente, piu' ''pesante'' oltre a spiccate caratterische anti scivolo,importanti quando si pesca sotto la pioggia,aiuta a bilanciare la canna,scaricando il peso sotto al portamulinello. Al termine dell'impugnatura notiamo un tappo rimovibile,per correggere l'assetto della canna in base al mulinello utilizzato ed alla tecnica di pesca.
2)filament winding più vetta multimodulare. Potete immaginare una Airrus Ultra XL come l'insieme di due zone distinte. La prima ,fino al primo anello dotata di una bassissima elasticita', di spessore rilevante, e con una impressionante densita' di graphite ( in alcuni casi oltre 83 milioni di moduli ) e senza spina ( in poche parole non si verifica la classica sovrapposizione di fibra di carbonio che genera uno ''scalino'' e ''vizia'' l'azione della canna sotto sforzo, perche' il tessuto e' INCROCIATO a 90° partendo dal basso)
Questa parte serve ad amplificare le vibrazioni che provengono dal cimino della canna per via del design molto conico, e soprattutto a STABILIZZARE il cimino stesso della canna, impedendogli di ''vibrare'' troppo durante il lancio,ed aumentando cosi', distanza e precisione. Allo stesso tempo questa parte pressoche' indeformabile, FLETTE in maniera inconsistente durante la ferrata e non ammortizza la violenza della stessa : il risultato è una ferrata piu' rapida e potente anche a distanza.
La vetta multi modulare e' DIVERSA per ogni modello di Ultra xl . In poche parole, i vari moduli IM6 IM7 IM8 e via di seguito,vengono sovrapposti per ottenere ''vette'' che rispondono diversamente in ogni loro parte,a seconda dell'uso cui sono destinate. Cambia cosi' sia il loro spessore,che la loro rigidita' che la loro ''piega'' sotto sforzo.
Il costruttore produce la Ultra Xl sia con anelli in Tich (preferibili per fili in nylon e fluoro) sia con anelli in Alconite ( consigliati se si usano molto i trecciati).
Il modello preso in esame e con cui ho pescato molto nel corso dell'ultimo periodo e' la Airrus Ultra XL 761XH canna adatta a swimbait, ma usata in passato,per la sua potenza di base da Preston Clark, professionista americano,per la pesca a flipping. Trovate le recensione completa di tackle tour qui: http://www.tackletour.com/reviewairrusultraxlpg2.html ma quello che mi interressa é proporvi le mie personali impressioni sull'attrezzo.
La canna nonostante la lunghezza è estremamente bilanciate e leggera, trovare una canna da 7'6 monopezzo non è mai facile e la Ultra Xl ci fa capire che queste caratteristiche sono fondamentali e fanno quasi semobrare sorpassate le famose flipping stik telescopiche.
Personalmente le utilizzo sia a swimbait medie che a flipping con grossi pesi ma la vedo bene anche a Carolina rig o con grossi crankbait di profondità.
La canna è potente ma non esageratamente rigida, questo mi permette di caricare la canna durante il lancio ed essere più preciso.
Impossibile non prenderla in considerazione per le tecniche di potenza.
Ebbene si,è tornato con le sue corte e fredde giornate,con le sue fitte nebbie, i suoi rami spogli, dopo una stagione ricca di catture è tornato l’inverno.
La maggior parte dei Bassmen italiani con l’arrivo della stagione fredda,riduce e di molto la frequenza di uscite mirate al centrarchide,per dedicarsi a pesci ,diciamo così, più attivi come lucci e trote o meglio a sistemare la propria attrezzatura aspettando che la nuova stagione abbia inizio.
Ma c’è chi, a ragione o torto, non ne vuol sapere di fermarsi e continua a cercare il Bass anche quando il freddo gela il filo tra gli anelli.
Prima di tutto specifichiamo che il bass NON smette di alimentarsi nel periodo freddo siamo certi che rallenta di molto il suo metabolismo, si alimenta con meno frequenza, va in uno stato di semiletargo, ma questo non vuol dire che la sua cattura non sia possibile anche nel periodo freddo.
Fatta questa importante promessa vediamo di capire quando e perchè il bass entra in questo stato di apatia, ma soprattutto come cercare di catturarlo.
Per prima cosa dovremmo prestare molta attenzione alle condizioni climatiche e tenere ben conto che il pesce ha momenti o come le chiamo io “finestre” di attività più o meno frequenti dove la sua attività predatoria è maggiore, mentre passa il resto del tempo in un atteggiamento di totale apatia.
La temperatura dell’acqua è il barometro del bass, quando scende sotto i 10° possiamo iniziare a pensare che il pesce abbia già preso posizione nelle zone dove svernerà e avrà un comportamento simile a quello menzionato in precedenza.
In generale, le giornate soleggiate sono caratterizzate da freddo pungente e temperature ben al di sotto dello zero, quindi cerchiamo di scartarle, al limite concentriamoci nelle ore più calde, ma il sole invernale non scalda come quello primaverile quindi il bass ha finestre di attività estremamente ridotte.
Al contrario, le giornate nuvolose o i lunghi periodi piovosi, hanno temperature più alte soprattutto di notte e ridotta luminosità durante il giorno, queste saranno la nostra carta vincente, infatti la temperatura di notte tende a scendere meno e la bassa pressione rende i pesci più attivi.
In questi casi le finestre di attività del pesce sono più frequenti e quindi la possibilità di catturarlo sono molto maggiori.
Il secondo fattore fondamentale per catturare bass in inverno…è il posto.
Il bass tende a svernare in zone ben definite, difficilmente vaga in cerca di cibo, si concentra in zone particolari con molta profondità a ridosso di aree con molte vegetazione .
Tende a preferisce scalini con pendenze ripide dove sospende a diversi mt di profondità, poi in momenti particolari del giorno tende ad addentrarsi in zone con molta vegetazione a ridosso della riva in cerca di cibo.
Gli scalini sono fondamentali perché permettono al pesce di spostarsi dall’acqua profonda a quella meno profonda spendendo poche energie, preziose per la stagione fredda.
In inverno è fondamentale essere nel posto giusto al momento giusto, dobbiamo sfruttare quei pochi momenti di attività quei pochi secondi utili dove il bass entra in caccia.
Alcuni spot tipici invernali sono i ponti, le sassaie, le zone rocciose con ostacoli a ridosso e cerchiamo il foraggio, dove c’è foraggio c’è bass dove c’è cibo c’è bass in particolare nella stagione fredda.
Un altro fattore fondamentale è il colore dell’acqua, più l’acqua è limpida più il bass tenderà a scendere in profondità, i raggi solari in acqua chiara tendono a scaldare anche gli strati inferiori che di norma sono sempre più caldi quindi il bass li preferirà, in condizioni di acqua velata o torbida al contrario il pesce lo troveremo in zone più superficiali e con una buona quantità di ostacoli e riparo.
Esche e tecniche :
Ci sono diverse correnti di pensiero sulle esche e le tecniche da utilizzare nella pesca invernale, personalmente essendo un power fishermen, adatto la mia tecnica anche nella stagione fredda, con qualche accorgimento chiaramente.
Le mia esche preferite sono è il suspending jerkbait, io uso prettamente REACTION STRIKE XRM 100, seguitO a ruota dal crankbait e infine le swimbait in gomma di dimensioni medio piccole tipo CASTAIC JERKY J SWIM per intenderci. Se non ho risultati con queste esche di reazione passo al finesse.
Jerk, crank e swimbait mi permettono di sondare molta acqua e insidiare il pesce che è in attività, inoltre il bass in inverno segue spesso i branchi di pesce foraggio quindi una imitazione di pesce è a mio parere la scelta azzeccata.
Utilizzo il jerk in zone ripide come muri, piloni di ponti o sponde sassose ecc, mentre il crank è la mia esca preferita per le sassaie facendolo colpire più ostacoli possibili e fermandomi ogni volta che tocco il fondo.
La swimbait è un’esca che utilizzo quando pesco su strutture sommerse con presenza di ostacoli, recuperata lentissima è ideale poiché resta molto tempo nella “strike zone”.
Nelle sassaie e nelle zone con vegetazione entra in gioco anche la pesca con esche siliconiche, il finesse è un’ottima tecnica per l’inverno, il drop shot in particolare fa sostare molto tempo l’esca nella strike zone stimolando il predatore all’attacco.
Anche il jig nelle zone ricche di gambero può fare la differenza, non dimenticatelo, soprattutto recuperato lentissimo sul fondo, ultimamente sto pescando molto con il PILUM JIG della nuova marca LEGIO.
Colori:
Con esche siliconiche preferisco colori naturali, su tutti, watermelon, green pumpkin ,brown,ma in certe occasioni un colore vivace tipo chartreuse può dare ottimi risultati soprattutto in acque velate. Spesso si rivelano decisivi piccole imitazione di pesce foraggio come il CASTAIC BABY JERKY J, veramente letale in certe situazioni.
Per quanto riguarda i crank preferisco colori naturali come shad o crawfish se pesco in zone con molto gambero, occasionalmente chartreuse in caso di acqua velata, per i suspending jerk e le swimbait cerco di imitare il più possibile possibili al foraggio presente e così ci dobbiamo regolare anche per le dimensioni.
Recuperi e attacchi:
Per le esche siliconiche il recupero dovrà essere estremamente lento e con frequenti e lunghe pause ( anche 30 secondi),dovremo cercare di stimolare il bass ad attaccare, ma senza costringerlo ad inseguire ed a perdere energie preziose.
La mangiata potrà essere sia strappacanna che impercettibile,dipende dall’attività del pesce in quel momento.
Per i suspending jerkbait il recupero avrà una cadenza regolare e ritmica con frequenti e lunghe pause ( jerk jerk pausa…jerk jerk pausa…) la pausa anche qui può variare dai 10 o più secondi, l’attacco arriverà quasi sempre nel momento in cui si è in pausa… quindi mi raccomando tenete il filo in tensione per poter avvertire la minima tocca!
Per il crank preferiremo un recupero lento sul fondo , cercando di fare incocciare più ostacoli possibile e fermandosi una volta colpito uno di essi…anche qui la mangiata arriva sullo stop.
Un altro fattore chiave è lo scent, questo prodotto molto snobbato è a mio avviso spesso decisivo soprattutto in posti con molta pressione di pesca. Ormai le ditte del settore si sono specializzate anche in questo campo, ci sono scent ( io utilizzo la marca JJ’s Magic http://www.jjsmagic.com/index.htm ) che permettono di colorare e aromatizzare le esche in maniera permanente modificando addirittura la struttura molecolare della gomma per farlo sembrare ancora più reale. Aroma migliore senza dubbio l’aglio, seguito dall’anice. Lo scent permette al bass nei casi di abboccate subdole di non sputare l’esca e di trattenerla il più possibile per darci il tempo di ferrare in tutta sicurezza.
Che attrezzature usare?
Direi che in questa stagione non c’è bisogno di portarsi un mare di attrezzature e di canne,bastano 3 canne ma di quelle giuste: una da spinning da utilizzare con piombature leggerissime ( in questa stagione 1/16 oz. non è certo un delitto…), una da crank/jerkbait di lunghezza media con azione media e una di azione Mh per le swimbait.
Il filo,consiglio un buon fluorocarbon,nel diametro di 6/8 libbre per la canna da spinning, e un 10 massimo 12 libbre per le attrezzature da casting, non c’è bisogno di fili “estivi”, in questo periodo dimentichiamoci che il Bass sia l’indomito combattente della stagione calda,la difesa è decisamente meno cattiva.
La pesca del Bass in inverno è dura e spesso e volentieri i cappotti sono in agguato,ma credo che la soddisfazione di catturare un pesce sotto la neve o a temperature polari sia un’emozione che vi scalderà il cuore ed anche una sola mangiata vi farà dimenticare la fatica accumulata in una fredda giornata invernale!
Un ultimo consiglio, nella stagione fredda concentrate le vostre uscite nelle piccole cave e nei fiumi, i bass sono più attivi dove c’è presenza costante di corrente, questa fa spendere molta più energia e quindi devono alimentarsi con costanza, le piccole cave sono più semplici da capire ed è più facile selezionare alcune zone che crediamo redditizie, concentriamoci nelle sponde rivolte a nord… battute dai venti da sud più caldi risulteranno più gradite al nostro amato centrarchide.
Provare per credere!
Rattling Revolution Shad by Reaction Strike
Oggi vi parlo di un esca molto particolare e che mi sta dando diverse catture e anche di taglia.
L'esca è una novità in casa Reaction Strike, ditta americana che produce prodotti molto innovativi per la pesca del bass e del luccio, stiamo parlando del Rattling Revolution Shad.
Questa hardbait ha la caratteristica di essere sostanzialmente un lipples crankbait, ma con la caratteristica di essere snodato come l'ormai famosissima Revolution Shad..
Ricca di rattling interni la rende spesso incredibilmente adescante quando cerchiamo mangiate di reazione.
Le colorazioni come al solito sono veramente tante, c'è solo l'imbarazzo della scelta, il mio consiglio è di sceglierle in base alla colorazione più simile al foraggio di cui il bass si alimenta.
Il recupero che mi sta rendendo di più è quello costante, oppure con brevi jerkate, attorno agli ostacoli come piante e cespugli mi ha dato veramente grosse soddisfazioni
Oggi vi parlo di un’esca apparentemente semplice e molto popolare negli Sati Uniti, la sto rivalutando in maniera incredibile soprattutto in questo periodo freddo, vi parlo dei soft jerkbait in questo caso il Jerky J della Castaic.
Il soft jerk è un’esca molto versatile, può essere usata in tutta la colonna d’acqua, da recuperato rasente al fondale a mezz’acqua sopra erbai o strutture sommerse ad esempio, ma anche a galla skippato sotto le piante e poi recuperato nervosamente…insomma un’esca che non può mancare nel nostro arsenale, anche perché imita alla perfezione il pesce foraggio di cui il bass si alimenta.
La Castaic, ditta leader nel mercato nelle swimbait mondiale, ha sviluppato questo soft jerkbait chiamato Jerky J, è disponibile in 3 misure: 3.5 pollici, 5 pollici e 7 pollici.
Le colorazioni a disposizione sono ben 12 quindi non avremo nessun problema a imitare alla perfezione il foraggio di cui il bass si alimenta.
La composizione della gomma è estremamente morbida, si innesca facilmente e in acqua assume un movimento estremamente sinuoso e attirante.
In questo periodo sto utilizzando la versione più piccola, recuperata lentamente sul fondo innescato sia a split shot che a drop shot mi ha regalato le prime catture dell’anno tra cui un bel pesce oltre il kg, ma sono convinto che nella stagione calda mi potrà dare grosse soddisfazioni la versione media skippata e recuperata a galla attorno a ostacoli visibili o sommersi.
Ovviamente disponibile nei migliori negozi di pesca.
Fatemi sapere le vostre impressioni
Revolution Shad Quintavalla Special
Reaction Strike è una della marche più in voga del momento sia in USA che in Italia, oltre alle famosissime swimbait, la ditta americana sta ampliando il proprio parco esche, sviluppando nuovi crankbait, jerkbait e esche siliconiche.
La Revolution Shad è sicuramente una delle esche di punta, mi è stata chiesta una consulenza per migliorare e ampliare il parco colori, prendendo spunto da una modifica che faccio spesso sui miei crank è arrivato da poco in Italia il nuovo colore Quintavalla special che potete vedere nelle foto sotto.
Un colore acceso che stacca nelle acqua velate torbide mancava, cosa c'è di meglio di un chartreuse con schiena blu con un richiamo al rosso per essere ben visibile ed imitare il persico reale, preda preferita dal bass in diversi bacini della nostra penisola.
La mia idea è stata molto gradita dagli americani che mi hanno inserito nel loro sito ufficiale : http://reactionstrike.com/bios/luca-quintavalla.html una bella soddisfazione!
Potrete trovare o ordinare questa esca dal vostro negoziante di fiducia oppure su www.bassstoreitaly.com
Vi ricordo infine che presto sarà online il sito completamente in italiano della Reaction Strike http://www.reactionstrikefishing.com/ con novità, filmati, immagini e tutto ciò che ruota attorno a questa ditta e alle sue esche.
Fatemi sapere le vostre impressioni!
Drop shot rig.
Ho ricveuto diverse richieste per capire e spiegare l'innesco che nel periodo invernale ma non solo, può risultare molto utile e in certi casi veramente fondamentale, un innesco finesse, semplice ma estramente catturante : il Drop Shot.
Per prima cosa abbiamo bisogno di ami appositi da drop shot (io utilizzo di solito i Mustad ), un piombo da drop shot e un buon fluorocarbon di dimensioni ridotte ( dai 6 alle 8 lbs ).
Personalmente doppio il filo per dare maggiore resistenza al nodo.
Fatto questo il filo che ho lasciato in bando lo inserisco come in figura all'intero dell'anello dell'amo dalla parte superiore, questo trucchetto permette di mantenere la punta del'amo sempre verso l'alto migliorando decisamente l'effetto della ferrata.
Infine fissiamo il piombo sul filo ed il gioco è fatto.
Questa tecnica è ottima su pareti verticali e sassaie in particolare, i recuperi sono a saltelli oppure spero si tende a recuperarlo strisciando il piombo sul fondo con brevi pause.
Provate!
Do Nothing Bass
Ci siamo mai chiesti perché ogni volta che usciamo a pesca e inneschiamo un’esca e la lanciamo in acqua la nostra prima idea è dargli vita?
Perché innescando un verme, una creatura, un jig, e li recuperiamo?
La riposta è semplice, noi bassmen utilizziamo esche artificiali a cui ci sentiamo di dover “dar vita”, ci sentiamo di dover animare il nostro artificiale che sia di gomma o rigido non importa, fa parte delle nostra pesca, inoltre consideriamo che il bass è un predatore quindi per stimolare il suo istinto cerchiamo di imprimere una serie di movimenti simulando una preda in difficoltà per invitarlo all’attacco.
Queste teorie sono giuste e funzionano in buona parte delle nostre uscite, ma ci sono momenti in cui il movimento delle nostre esche è deleterio…ebbene si anche se non ci pensiamo mai, certe volte lanciare un’esca e fare niente è molto redditizio…molto redditizio.
Entra qui in gioco una tecnica molto interessante e poco conosciuta che prende il nome di “do nothing” tradotto dall’inglese… semplicemente… fare nulla.
Non sempre il bass ha un atteggiamento aggressivo, non sempre desidera esche che fanno vibrazioni più o meno intense, in certi casi preferisce presentazioni molto lente o addirittura immobili; un esempio tipico sono quei momenti della fine prefrega inizio frega dove il bass inizia a girovagare apatico nel sottoriva alla ricerca di un buon punto per fare il nido, oppure nelle torride giornate estive dove il bass non ha nessuna intenzione di attaccare le nostre esche, insomma in tutte le situazioni in cui il bass non ha interesse a muoversi troppo per cacciare il proprio cibo.
I segnali che ci indicano il momento in cui dobbiamo utilizzare questa tecnica sono diversi e relativamente facili da individuare, vediamo di illustrarne alcuni :
· Il pesce insegue l’esca ma non la attacca
· Notiamo pesci a vista che pinneggiano tranquilli ma si disinteressano alle nostre esche
· Al minimo accenno di movimento dell’esca il pesce si allontana.
· Notiamo pesci sospesi a mezz’acqua in completa apatia.
Questi sono solo alcuni indizi classici, ma è importante adattarsi ad ogni situazione e capire quando il bass gradisce presentazioni molto più lente o addirittura ferme.
Adattarsi vuol dire notare e interpretare i movimenti del pesce cercando il miglior recupero per catturarlo.
Un’esca che mi da molte soddisfazioni in questi momenti è il “french fry”, il classico vermetto siliconico a forma di patatina che con il suo movimento molto adescante resta per molto tempo nella “strike zone” scendendo molto lentamente e risultando spesso letale.
La utilizzo completamente spiombata o come vedremo in seguito con un piccolo insert all’interno.
Ricordo come ora, qualche anno fa durante un video di pesca al bass, diventato in seguito molto popolare tra i bassmen di tutta Italia, il french fry lasciato immobile davanti a pesci scorti a pochi metri da riva è risultata la carta vincente, cambiandoci la giornata e trasformandola in una delle più entusiasmanti della nostra vita pescasportiva.
Le tecniche utilizzate in questi casi sono fondamentalmente due : la prima consiste nel riuscire a individuare un pesce a vista, presentargli l’esca a qualche centimetro dal muso e lasciarla assolutamente immobile.
Ho specificato a pochi centimetri dal muso poiché lanciandogli troppo vicino o addirittura sopra otterrete l’effetto contrario cioè spaventare il bass e facendolo scappare a pinne levate.
A volte l’attacco arriva dopo pochi secondi, in altri casi l’abboccata può arrivare anche dopo diversi secondi se non minuti.
La cosa importante è notare l’atteggiamento del pesce durante la nostra azione di pesca e di adattarsi a questi movimenti, se si disinteressa completamente della nostra presentazione insistiamo ancora qualche lancio per vedere se il pesce risulta più attivo, al contrario se dopo i nostri primi lanci lo notiamo disturbato andiamocene e torniamo qualche minuto dopo.
Inoltre, ci sono alcuni accorgimenti e movimenti della nostra azione di pesca che possiamo tenere conto, prima di tutto rendiamoci conto che se vediamo un pesce a vista ci sono serie possibilità che ci abbia visto a sua volta, quindi risulterà molto sospettoso, secondo cerchiamo di farci notare il meno possibile, di muoverci molto lentamente e di evitare rumori indesiderati.
La seconda tecnica consiste nel ripetere la stessa procedura della soluzione precedente in un punto propizio, ad esempio sotto un ramo sommerso dove probabile trovare un pesce sospeso qualche centimetro sotto la superficie, oppure i bordi degli erbai, le sassaie alternate da piante e le cover isolate dove il pesce si concentra in diversi periodi dell’anno.
Tra le marche che io utilizzo principalmente, per dare un riferimento, io mi trovo bene con i French Fry e i Finesse Worm della V & M, i Ring Fry della Lake Fork, alcune esche della Zoom, i Flick Shake della Jackal e alcuni vermi dedicati della Bassproshops.
Questi sono i miei preferiti ma fate delle prove e trovate quelle migliori per il vostro stile di pesca.
Come inneschi tendo ad alternare il classico Texas se pesco attorno a ostacoli più o meno importanti e infrascati al wacky rig ( in particolare con i vermi molto sottili ) quando pesco in zone più libere.
Se peschiamo in zone profonde o vogliamo una discesa più veloce possiamo aggiungere un piccolo insert weight, in tungsteno se possibile, questo permette una buona affondabilità senza compromettere l’azione dell’esca.
Un’altra tipologia di esche che si presta bene per il do nothing è il jig.
Questo artificiale risulta molto catturante sia in caduta, che recuperato a saltelli più o meno pronunciati, quest’ultimo recupero imita però molto bene il gambero in fuga, ma non sottovalutiamo il suo potere catturante lasciato fermo sul fondo...
Avete mai notato l’atteggiamento del bass nel confronto di un gambero?
Mi è capitato in qualche cava con in acqua chiara di vedere un gambero cadere lentamente sul fondo , il bass scende lentamente assieme ad esso, il primo, notando la minaccia si pone in posizione di difesa con chele alte e ben in vista una volta toccato il fondo, il bass per nulla intimorito gli si avvicina e lo aspira.
Questa reazione non è fulminea, anzi è abbastanza lenta, passano diversi secondi tra la caduta del gambero e l’attacco del bass, ecco noi dobbiamo immaginare tutto questo nella nostra testa, dobbiamo dare il tempo al bass di fare tutto questo
Quindi una volta lanciato il jig lo lasciamo immobile sul fondo, magari squotendolo in loco per qualche secondo, ma non spostandolo dalla posizione che abbiamo scelto.
La mangiata di solito arriva con un sussulto del filo, garantendoci in questo modo che il bass ha aspirato l’esca, a questo punto deve arrivare una ferrata secca e decisa che vada a segno in profondità.
Per questa pesca utilizzo jig stand up che in acqua hanno una posizione quasi verticale, come il nuovo Flipping Jig della V & M, o il Flat back jig della Deps con l’aggiunta di un bel gambero come ad esempio il Punch Craw della V & M.
Altre tecniche che utilizzo spesso nella pesca a do nothing è il drop shot lo split shot, due tecniche finesse che si adattano perfettamente a questa filosofia di pesca.
Sia con il drop shot che con lo splith shot dopo avere eseguito il lancio in un punto che riteniamo ottimo, lasciamo scendere l’esca sul fondo e la lasciamo assolutamente immobile.
Dopo diversi secondi, nel caso non vediamo nessuna abboccata, possiamo spostare l’esca di qualche centimetro per poi lasciarla immobile ancora per diverso tempo.
La quantità di tempo ci verrà data da quanto crediamo il posto sia propizio, dal tipo di esca utilizzato e dall’attività del pesce.
Come esche utilizziamo principalmente le classiche per queste tecniche come piccoli worms, gamberi, ecc.
Ma veniamo ora alla scelta dell’attrezzatura e i colori che vanno per la maggiore.:
Come canne mi affido a quella da spinning sia per la pesca spiombata che a finesse, la lunghezza dipende dagli ambienti che andremo ad affrontare, in laghi grandi preferisco canne lunghe fino a 7’ per lanci a lunga gittata e migliore controllo dell’esca a grande distanza, per la pesca con il jig, utilizzo la classica per questa pesca, lunghezza 7’ azione H con potenza oltre l’oncia di peso.
Come marca mi affido a Airrus, poichè l’estrema sensibilità del materiale con cui sono costruite queste canne, mi permette di sentire la minima tocca e in questa pesca è molto importante.
Come filo vado sul fluorcarbon uso principalmente la serie Shooter della Sunline nei diametri dalle 6 alle 8 libbre per il finesse e 16/18 libbre per il jig. La mia scelta è comunque influenzata molto dal colore dell’acqua, se molto chiara posso scendere anche al 14 lbs per il jig e al 5 lbs per il finesse.
Il fluorocarbon è importante per questa pesca poiché la sua proprietà affondante ci aiuta ad avere una presentazione più naturale e un pelo più veloce, con il monofilo si rischia di attendere troppo tempo che l’esca scenda, in condizioni di vento poi ancora più fondamentale.
Inoltre il fluorocarbon ci permette di avere sempre il controllo diretto con l’esca, la sua affondabilità mantiene sempre un collegamento diretto tra la nostra mano e la nostra esca.
Parliamo ora dei colori che si utilizzano principalmente per la pesca a do nothing, a mio parere, visto l’attività predatoria scarsa del nostro amico centrarchide nelle condizioni in cui la andiamo a utilizzare, direi che quelli naturali la fanno da padrone.
Più l’acqua è chiara più dobbiamo stare vicini al colore del fondo, tutte le potenziali prede del bass per mimetizzarsi prenderanno la livrea del colore del fondale quindi cerchiamo di imitarlo il più possibile, così come il colore delle cover ( erbai, rami, sassi) anch’esso molto importante.
Inoltre la completa naturalità delle nostre esche tenderà a rendere meno sospettoso il pesce e a invitarlo maggiormente ad attaccarle, quindi stiamo su colori classici come green pumpkin, watermelon, smoke, black, purple ecc colori che non insospettiscono il bass.
Per quanto riguarda il jig anche qui cerchiamo di imitare il più possibile il vero colore del guscio esterno del gambero e delle chele, i colori che funzionano meglio di solito sono tutte le varietà di purple, red, green pumpkin, black red flake ecc.
Infine un piccolo consiglio, abbiate tanta pazienza, spesso la mangiata arriva dopo diversi secondi che siete immobili, restate concentrati, filo sempre teso e pronti a catturare i bass, anche più smaliziati.
Oggi vi voglio parlare di un prodotto veramente interessante e che in un certo senso ha rivoluzionato lo "stoccaggio" delle esche e della minuteria per la pesca al bass e per lo spinning in generale.
La Meiho VS - 3080 :
Sempre più frequentemente vedo nelle bassoat questa valigetta segno inconfondiile di effeicienza e organizzazione.
La scatola è estreamamente versatile, come potete vedere nella foto si possono inserire scatole in diverse posizioni e numero, i piedini antiscivolo inferiori sono molto comodi e permettono ottima stabilità anche nei momenti in cui la barca perde stabilità.
La VS-3080 è divisa in due scomparti, in quello superiore io di solito possiziono tutti i crank, jerkabit, topwater ecc, in quello inferiore gomma, spinnerbait, piombi, ami, minuteria varia, lo spazio è più che sufficiente e con un pratico sistema di chiusura permette di spostare la valigetta anche senza doverla chiudere con le clip apposite.
Infine parliamo dell'estetica, la valigia è personalizzabile nei colori sono presenti le colorazioni rosso, bianco, giallo e nero e ultimamente sono anche a disposizione i coperchi di colori non trasparenti, per evitare che le esche artificiali in particolare i crank ricevano troppa luce alterando in certi casi la forma degli stessi.
Per ulteriori informazioni cercate Meiho su Facebook!
Carolina Rig.
Grazie alle vostre e mail e ai vostri interventi, ho capito che c'è confusione su una tecnica particolare, poco conosciuta, poco utilizzata ma estremamente efficacie, il Carolina rig.
Questo innesco è abbastanza semplice, ma credo sia utile riproporvelo in maniera più chiara e precisa.
Per un buon innesco abbiamo bisogno di : Bobina di monofilo/fluorocarbon ( io preferisco il Fluorocarbon ) diametro dalle 16 lbs in su - piombo in tungsteno da 1/2 oz in su ( dipende a che profondità peschiamo ) - girella - perlina - amo.
Prima di tutto dobbiamo preapara il finale, lo si fa legando un amo a uno spezzone di filo lungo dai 40 cm in su, in questo moo l'esca sarà libera di muoversi nel modo
più naturale possibile.
Una volta fatto questo inseriamo nel filo in bobina il piombo, seguito dalla perlina e leghiamo il tutto alla girella.
Una volta fatto questo siamo pronti per legare lo spezzone con l'amo attaccato alla girella e il gioco è fatto.
Il carolina rig è una tecnica dedicata alla pesca di profondità, sulle strutture sommese, sulle secche, sulle sassaie ecc ecc insomma in tutte quelle zone dove il bass stazione in profondità a ridosso di ostacoli sommersi.
Il piombo in tungsteno vi permette di sentire tutte le asperità del fondo dandovi la sensazione di cosa ci sia sul fondo, erba, sassi e fango sono facilmente riconoscibili grazie a questa tecnica.
La perlina servirà per richiamare sonoramente il bass e la girella servirà per evitare fastidiose torsioni al filo durante l'azioen di pesca.
Usate canne rigide e toste, di lunghezza non inferiore ai 7 piedi di potenza oltre l'oncia, azione H, considerate che dovrete lanciare un piombo di 3/4 oz il più lungo possibile e portare ferrate pronte anche a 10 mt di profondità!
Le esche migliori sono i worms, le creature e le lizard, ma non date limiti alla vostra fantasia e giocate sulla lunghezza del finale, più lo lasciate lungo più l'esca si muoverà naturalmente.
L'estate e l'autunno sono le stagioni migliori, provate recuperi costanti, trascinando letteralmente sul fondo il piombo
Contattemi per ulteriori informazioni.
Revolution Shad della Reaction Strike...
Vi parlo oggi, di un'esca veramente interessante, molto catturante e a mio parere estremamente versatile il Revolution Shad della Reaction Strike.
Questa ditta americana leader nella cotruzione di swimbait rigide e morbide ha creato questa swimbait rigida disponibile in due misure, 4,3 e 5,5 pollici e in quattro affondamenti Wake ( galleggiante ), Slow fall ( affondamento lento ), Suspending, e Fast ( affondamento veloce ), i colori disponibili sono 20.
Ho avuto modo di testarla durante tutto l'inverno e questo inizio primavera, in particolare la versione slow fall, la prima cosa che mi è rimasta impressa è senza dubbio il movimento, estrememente sinuoso e molto naturale, è una swimbait dalle dimensioni ideale per le nostre acque, che si muove come fosse un pesce vero durante il nuoto.
L'azione resta immutata anche a bassa velocità questa la rende molto catturante spratutto in momenti di apatia del pesce, al contrario, recuperata velocemente non perde il suo assetto e questa la rende perfetta per recuperi "stop ang go" per scatenare l'aggressività del pesce.
La versione wake è da provare nella stagione calda, quando il pesce è maggiormente aggressivo in superficie, di sicuro può dare una grossa mano nel selezionare il pesce di taglia poichè sposta molta acqua.
Le due versioni suspending e fast sono ottime quando il pesce staziona negli strati bassi dell'acqua o è sospeso, la versione suspending in acqua chiara può fare la differenza, ottima stabilità e movimento perfetto anche in questa versione.
I colori che preferisco sono i naturali come Hitch, Ghost Natural shad, Pearl, ma anche l'ormai noto Sexy può dare la svolta in caso di acque velate.
L'attrezzatura che utilizzo è quella classica da crankbait per la versione da 4.3", canna azione medium potenza da 5/8 oz. in su, per la 5.5" direi di passare ad un'azione MH, monofilo o fluorocarbon ( non nella versine suspending ) diametri dale 12 lbs in su.
Provatela e fatemi sapere le vostre impressioni.
Texas Rig.
Iniziamo questo piccolo ripasso sugli inneschi più utilizzati per il bassifishing con il più semplice e diffuso, questo innesco ha cambiato radicalmente il mondo della pesca al bass, poichè grazie al Texas Rig siamo riusciti ad arrivare nei luoghi più nascosti e intricati del mondo del bass, entrandogli letteralmente in "casa" senza incagliare le nostre preziose esche.
Ma vediamo nel dettaglio come effettuare il Texas Rig:
utilizziamo un esca siliconica qualsiasi ( in questo caso un gambero, ma può essere anche un verme una creatura ecc. ), un amo adeguato alle dimensioni dell'esca, un piombo e il classico monofilo che utilizziamo per la nostra pesca.
Per prima cosa inseriamo il piombo all'interno del filo con la testa rivolta verso l'alto, leghiamo l'amo al monofilo stesso e siamo pronti ad innescare la nostra esca.
A questo punto, possiamo decidere se lasciare libero il piombo di scorrere sul filo o bloccarlo con stopper in gomma appositamente acquistabili nei migliori negozi di pesca.
Questo ci permetterà di pescare anche in zone molto infrascate permettendo così alla nostra esca di essere un un cosa sola con il piombo e diventare più penetrante e efficacie.
Ma veniamo all'innesco vero e proprio, per prima cosa inseriamo l'amo nella testa dell'esca, facendolo uscire qualche centimetro sotto,
a questo punto facciamo scorrere l'esca all'interno dell'amo fino ad arrivare alla curvatura dell'amo posta vicino all'occhiello ( off set ).
A questo punto, inseriamo nuovamente la punta dell'amo nel corpo dell'esca, la facciamo uscire completamente e la appuntiamo delicatamente appena sotto il corpo di essa.
In certi casi possiamo anche non fare uscire la punta dell'amo competamente dall'esca, ma pescando in zone estramente intricate possiamo far pentrare l'amo nel corpo dell'esca fino a circa la metà del suo spessore.
In questo caso la nostra esca sarà totalmente antialga, ma attenzione sarà meno facile allamare il pesce con sicurezza sopratutto se usiamo gomme di composizione dura.
Al contrario con l'innesco descritto in foto la ferrata è molto sicura, ma andiamo incontro a qualche incaglio in più.
Il Texas rig è un innesco universale, si utilizza in tantissime teniche per la pesca al bass, imparatelo bene, vi servirà in ogni vostra uscita di pesca.
Prossimo appuntamento...split shot!
New Mustad Red hook
Il panorama ami da pesca è molto vario e sempre in continuo movimento, Mustad, azienda leader nel settore ha sviluppato una serie di ami per il bassfishing, veramente interessanti e innovativi.
In particolare, oggi vi voglio parlare della serie red che sto utilizzando con ottime soddisfazioni nelle mie recenti uscite di pesca.
Gli ami in questione sono estremamente affilati, robusti e hanno una colorazione rossa che li rende mimetici quando si pesca con gamberi oppure con esche bianche tipo shad i stik bait per dare la sensazione del pesce ferito.
Le misure disponibili vanno dal 1/0 al 4/0.
Modifica High Tail V & M
Oggi volevo mostrarvi una piccola modifica che ho attuato all High Tail della V & M, una creatura molto adescante ideale nei momenti in cui il bass è alla ricerca, di esche medio piccole che emanano però diverse vibrazioni.
La High Tail è una creatura adatta per la pesca a texas, split shot e shekay head, nella sua conformazione originale ( vedi foto ) è adatta per la pesca leggera a ridosso di strutture, la sua forma allungata la rende ottima sopratutto con piombature medio leggere come 1/4 oz.
Visto l'efficacia di questa esca, ho pensato di modificarla per farla diventare catturante anche in mezzo al canneto, tra i rami, insomma nelle strutture dove abbiamo bisogno di piombatura più sostenuta, ma senza allargarci troppo con le dimensioni dell'esca.
La modifica che ho fatto è molto semplice, ho accorciato prima di tutto la lunghezza del corpo, in seguito ho tagliato una estremità delle due "braccia" poste laterlamente, di modo che l'esca in caduta, oltre alle codine vibranti poste nella parte inferiore, metta in azione anche le estremità superiori che si apriranno in maniera molto adescante.
L'innesco che mi ha dato maggiori soddisfzioni è stato quello texas, con un piombo worm weight della Tru-Tungsten da 1/4 o 3/8 oz, bloccato dal "Peter T" Smart peg e una perlina chiamata Per T force beads sempre della Tru Tungsten.
L'utilità della perlina è il richiamo sonoro emanato durante i richiami dell'esca, distanziando il piombo, saldamente bloccato dallo Smart peg, in acque torbide questo trucchetto può fare veramente la differenza.
Infine ho legato tutto a un amo Mustad 3/0 della nova serie red.
La high tail montata in questa maniera può rivelarsi veramente adescante in zone con acqua velata o torbida e in presenza di gamberi, mentre levando la perlina può essere ottima anche in acque chiare a ridosso di strutture evendenti come i pontili.