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Luca Quintavalla
Professional Bass Angler and Fishing Guide
Interviste/USA News
ICAST 2011 un pezzo d'Italia presente!!!
ICAST 2011, la più grande fiera di pesca del mondo dal 13 al 16 agosto a Las Vegas potremmo ammirare le maggiori novità della pesca al bass mondiali.
Quest'anno una ditta italiana Bass and Pike Tackle sarà presente, in qualità di proprietario del brand Airrus Rods, canne ormai famosissime e super apprezzate in tutto il mondo.
Quindi facciamo un grande in bocca al lupo a tutto lo staff Bass and Pike Tackle e non si sa mai che ci comunichino una sorpresona...visto che le nuove Nano Fusion sono in lizza come "Best of Show" per quanto riguarda la sezione canne.
Mike Long, leggendario cacciatore di bass americano, mi ha inviato la foto di questo MOSTRO di oltre 19 lbs ( 8,6 kg circa.) catturato con una swimbait della CASTAIC, il Kicker : http://store.castaicswimbait.com/kickers/kickers.html.
Mike mi racconta, che un mese fa, ha catturato un altro bass di oltre 16 lbs sempre con la stessa esca...il Kicker sembra faccia impazzire i grossi bass americani!
Grazie Mike e complimenti!
Intervista a Planetspin
Proseguiamo il nostro percorso alla scoperta dei volti della pesca a spinning in Italia. Oggi conosciamo Luca Quintavalla e la sua passione per il bassfishing, una storia da leggere tutta d'un fiato!
Potresti illustrarci brevemente la tua storia?
Ciao Luigi, è un piacere essere qui con voi. Mah la mia storia pescasportiva è semplice, ho iniziato un pò come tutti a seguire da piccolo il nonno e il papà a pesca nei fiumi attorno alla mia città, fortunatamente ai tempi di pesce ce n'era tanto e avevo solo l'imbarazzo della scelta. Pesco da quando ho circa 6 anni e la pesca a passata è stato il mio primo amore che ho praticato fino all'età di circa 16 anni. Inoltre , durante la stagione calda e l'autunno, mi cimentavo spesso alla ricerca di bass con le esche artificiali. Piano piano la passione del bass mi è entrata sempre più dentro e mi ha fatto abbandonare ogni altra pesca al di fuori di questa. Dal 1998 ho iniziato a pescare solo bass, a partecipare a qualche gara...a fare i primi viaggi in USA... il primo dvd...insomma diciamo che ogni anno ho cercato di far diventare questa pesca la mia vita.
Qual' è stato il percorso che ti ha portato ad essere quello che sei?
Mah credo di essere semplicemente un pescatore che ha dedicato e dedica tutt'ora molto tempo a questo pesce. Non mi sento arrivato, anzi, cerco sempre di migliorarmi, a livello agonistico non ho raggiunto particolari traguardi e questo mi stimola sempre a fare meglio ogni giorno. Diciamo che ho accumulato esperienza pescando tanto in giro per l'Italia e il mondo e ho preso questa pesca come una cosa seria, non semplicemente come un passatempo. Questo mi ha portato a relazionarmi con tante persone, imparare da bassmen esperti e a relazionarmi con diverse ditte del settore che ancora tutt'ora mi sostengono nella mia avventura.
E' nata prima la passione per la pesca o la voglia di far parte di un team o... di altro?
Quando ho iniziato a pescare l'unico team che conoscevo era quello della squadra di calcio dove militavo.... Team member è una parola che ho capito al mio primo viaggio in USA quando una ditta americana mi ha fatto un'offerta di sponsorizzazione, li ho capito cosa significa far parte di un team e cosa bisogna fare per continuare a farne parte. C'è un sacco di confusione in Italia in questo momento, tutti voglio far parte di un team di un'azienda del settore, sembra che se un pescatore non ha la maglia firmata non cattura pesce o non è attendibile, per me niente di più sbagliato. Inoltre il 90% non sa cosa significhi far parte di un team, come ci si comporta, i doveri che si hanno, la responsabilità che si porta sulle spalle, c'è molta disinformazione e questo mi rattrista un pò, ma siamo ancora un movimento in via di sviluppo, prima o poi capiremo dagli errori che stiamo facendo.
Quali sono i personaggi chiave, nella storia della pesca a spinning in Italia?
Mah ci sono diversi personaggi che nel passato si sono dati da fare per questa splendida disciplina. Il primo che mi viene in mente è Paolo Vannini, non solo perchè sono cresciuto con i suoi consigli, la sua passione e la voglia di trasmetterla, ma anche perchè mi ha insegnato come comportarmi in questo mondo. Paolo ha dato tanto al bassfishing quando le bassboat erano poche e le esche si acquistavano da bassproshops e arrivavano una volta ogni sei mesi, lui , grande conoscitore del mondobass in USA ci ha trasmesso idee e passione. Insieme a lui anche Stefano Sammarchi è stato un precursore e lo è ancora ora visto che la sua ditta è conosciuta in tutto il mondo. Non posso dimenticare altri personaggi che hanno sostenuto la causa bass in Italia, come Gianfranco Vanuzzo, Massimo Zanetti, Alessandro Debbi e Stefano Ruggi, ho citato solo quelli con cui sono stato più a contatto, ma in tanti altri hanno collaborato per creare il bassfishing com'è ora in Italia. Attualmente credo che l'uomo chiave sia Daniele Mari, presidente dell'Italy B.A.S.S. Federation, associazione sportiva nata diversi anni fa dopo la visita di Ray Scott in Italia. Daniele e i suoi collaboratori, hanno raccolto l'eredità di Paolo Vannini, creando un'associazione che sta riscuotendo un successo enorme e sopratutto facendo conoscere il mondo del bassfishing nella sua vera natura cioè rispetto e sportività. Infine non posso non menzionare Giulio Galletti, distributore del marchio Tracker Marine Group che ha sostenuto e sostiene il bassfishing ogni anno con forza, facendo conoscere la nostra realtà anche al di fuori dei nostri confini.
Se potessi scegliere una tecnica di pesca, quale sarebbe?
Credo che un pescatore di bass non debba avere una tecnica preferita...il bass è un pesce molto lunatico, quindi fossilizzarsi su una tecnica preferita significa essere poco completi, ma se devo scegliere, ti dico che adoro pescare veloce con esche di reazione come spinnerbait, crank, jerkbait e topwater. Mi piace molto anche il jig è molto versatile e si catturano spesso pesci grossi.
Quali possono essere, secondo te, esempi di esche artificiali che gli angler italiani hanno accantonato, ritenendole un pò datate, ma che al cospetto di ciò continuano comunque ad essere valide e catturanti?
Bella domanda, credo che ci sono diverse esche di cui sento poco parlare ma che rendono alla grande sia in Italia che in tutto il mondo. I primi sono i minnow, i classici Rapala per intenderci, sono ancora letali e mi hanno risolto diverse giornate di pesca. I secondi sono i cari e vecchi worms, i vermoni dalla coda riccia che tutti 15 anni fa avevano nella loro scatola porta esche e che oggi sono molto bistrattati. Utilizzo con regolarità vermi da 7/8/9 pollici sopratutto nella stagione estiva recuperati in profondità e vi garantisco che le mangiate non sono molte, ma i bass sono grossi! Un'altra esca che mi viene in mente è il lipples crankbait, questa esca è incredibilmente versatile, in USA non manca mai nella cassetta di tutti i professionisti e io stesso la utilizzo tantissimo.
Cosa ne pensi delle condizioni delle nostre acque, fiumi e mari? Negli ultimi anni, che cambiamenti ha riscontrato?
Un cambiamento enorme purtroppo, non tanto come condizioni dell'acqua ma come quantità di pesci presenti. Mi sbilancio, ma credo che negli anni 80 le condizioni dell'acqua fossero molto peggio, ma di pesce ce n'era veramente tanto e di tutte le specie, ora purtroppo le specie si sono ridotte e sono cambiate le prede da insidiare. La motivazione precisa per cui un pesce come il bass, presente in maniera massiccia in tutto l'area del fiume più grande d'Italia, il Po, possa praticamente scomparire nel giro di pochi anni non me lo spiego. Ogni tanto sogno uno studio approfondito di biologi/ittiologi esperti che studiano i problemi e risalgono alle cause senza dirci "è colpa del siluro" o "è colpa dell' inquinamento", ma poi mi sveglio e mi rendo conto che siamo in Italia e che i pesci e le nostre acque sono l'ultimo dei nostri problemi. Di sicuro l'unica arma che noi abbiamo è il catch e release, rilasciare il pesce deve essere alla base della nostra pesca, rilasciare un pesce oggi vuol dire permettere di riprodursi e di mantenere la popolazione di bass viva.
Esistono relazioni cromatiche tra un artificiale catturante e l'habitat che stiamo battendo? sono legat esolo al foraggio presente o ci sono altri fattori?
Beh il foraggio presente è fondamentale, il bass si alimenta di ciò che trova nell'ambiente naturale quindi più imitiamo il foraggio presente più abbiamo possibilità di cattura. Ci sono alcuni fattori però che possono cambiare il modo in cui il bass vede le sue prede, pensiamo ad esempio alla copertura nuvolosa in cielo, oppure al colore dell'acqua, o ancora la vegetazione presente. Qui entrano in scena i nostri trucchi per dare la possibilità al bass di vedere meglio le nostre esche come dare più colore, aumentare il volume dell'esca ecc. Infine diciamo che il bass non sempre si alimenta per fame , ma spesso lo fa per reazione, quindi staccare dai soliti colori in certi casi può fare la differenza.
La pesca a spinning in che modo sta crescendo(che tipo di evoluzione avrà)???
La crescita della pesca a spinning è sotto gli occhi di tutti, pochi anni fa era impensabile vedere tanti artificiali in giro per siti web, riviste e negozi, il boom è stato enorme e questo fa solo piacere. C'è da dire che più pescatori ci sono, più c'è pressione di pesca quindi alla lunga meno pesci. Urge un programma per tutelare i pesci che abbiamo e distribuire questa pressione di pesca il più possibile, per evitare di stressare troppo alcuni ambienti.
Ha mai proceduto alla registrazione dei dati delle condimeteo di più catture? se si ha notato una prevalenza su qualche dato che si ripeteva nelle molteplici catture?
Non con troppa cura, mi sono fatto un'idea mentale ma non tengo un diario. Il dato positivo che ho riscontrato è sicuramente l'abbassamento di pressione atmosferica con conseguente nuvolosità del cielo e i giorni di luna piena dove ho riscontrato un grosso calo di mangiate, dato dall'abitudine del bass di alimentarsi di notte in questo caso. Per il resto non ci penso troppo, credo che il momento migliore per catturare un bass è mettergli un esca davanti al naso :)
Quanto conta avere un etica forte e piena di sani principi sul rispetto della natura, l'ambiente, e delle prede che catturiamo?
E' alla base di tutto, se non rispettiamo colui che ci fa divertire e il luogo dove vive, come possiamo pensare che questa nostra passione abbia un futuro? Questa pesca dovrebbe essere per prima cosa sportività, rispetto di chi ci circonda, delle nostre zone di pesca e del rispetto del pesce. Il rispetto del pesce lo noto sempre di più, quello delle persone sempre meno...anche qui, prima o poi cresceremo.
Quali sono i tuoi progetti per il 2011?
C'è tantissima carne al fuoco, sono in attesa di comunicare a tutti la data ufficiale di uscita del mio nuovo DVD, Pitching e Flipping, ci abbiamo lavorato per un anno intero per sviluppare un prodotto diverso dagli altri, niente itinerari, niente avventure, solo didattica e cercare di insegnare al meglio queste due tecniche molto popolari nel nostro paese. Inoltre sto lavorando per migliorare il servizio lezioni di pesca che svolgo da ormai due anni, nel 2009 ho fondato un'associazione sportiva senza fini di lucro, Quintabass, con cui svolgo lezioni di pesca ai soci.
Quintabass ha raccolto un grande successo e mi sta dando tantissime soddisfazioni, voglio continuare su questa strada e migliorarmi sempre più. Nel 2011 sarò collaboratore per la rivista Spinning Magazine, dove scriverò 6 articoli, continuerò le mie collaborazioni con Bassmania, Spinning Passione allo stato puro, Pescare Online e stiamo lavorando su una serie di video con Spinning Channel, speriamo di fare un buon lavoro.Ho creato inoltre su Youtube il canale Quintabass dove potrete seguire attività, video e catture, durante la stagione sarà spesso aggiornato quindi seguite questo link :
Se ne vedranno delle belle! Infine nel mese di aprile sarò in USA per la mia prima gara ufficiale nella terra del bass, non vedo l'ora!
Kevin VanDam angler of the year per la settima volta!! (Photo: James Overstreet)
Kevin VanDam il migliore pescatore di bass al mondo, vince il suo settimo angler of the year il quarto consecutivo.
Questo fantastico pescatore ha macinato piazzamenti fino ad aggiudicarsi per l'ennesima volta questo ambito trofeo.
Il crankbait è stato sicuramente il suo cavallo di battaglia, come ormai da alcuni anni.
Mark Curry, Original sales manager della Tracker Marine, ci spiega la nuova Nitro Z7.
MIa intervista a Spinning Evolution
INTERVISTA A LUCA QUINTAVALLA " THE BASSMAN "
di Gennaro Avella presidente di Spinning club evolution
Spinning club evolution : Ciao luca è un piacere averti qui oggi, direi di iniziare questa originale intervista, ti ruberò poco tempo. So che è da oltre 15 anni che pratichi la pesca del black bass ed hai partecipato a tante gare ed eventi agonistici nazionali ed internazionali,potresti darci qualche dritta per chi magari ha intenzione di iniziare questo tipo di pesca : attrezzatura base, esche e approccio ?
Luca Quintavalla: Ciao a tutti è un piacere per me essere qui con voi. Rispondere alla tua domanda non è facile, la pesca al black bass è cambiata molto dai primi anni in cui ho iniziato a dedicarmi in toto a questa pesca, i primi tempi era molto difficile reperire informazioni e attrezzature in Italia, ora invece c'è solo l'imbarazzo della scelta, quindi un neofita credo si trovi spaesato e confuso. Mi sento di consigliare, prima di parlare di esche e attrezzatura, di studiare il bass. Se non si conosce il comportamento del pesce durante i suoi spostamenti stagionali, se non si capisce come si alimenta, dove, in che modo, ma sopratutto il PERCHE', possiamo avere l'attrezzatura più raffinata del mondo, ma i nostri risultati lascieranno a desiderare. Prima di tutto dobbiamo capire il pesce, poi il resto sarà tutto più semplice. Per quanto riguarda le esche, mi sento di consigliare prodotti di facile utilizzo come worms, gamberi, grubs e crankbait, sono esche che danno ottimi risultati e non c'è bisogno di "animarli" particolarmente. Per le canne e i mulinelli, ci sono prodotti con una ottima qualità prezzo, il mercato ne è pieno, partite per gradi e in base alla vostre esperienze personali fate gli aggiustamenti che ritenete opportuni in corsa.
Spinning club evolution : Ho visto il tuo sito e dei tuoi video ( complimenti ) ; da quello che ho potuto vedere il tuo cavallo di battaglia è lo spinnerbait ! Quali sono le tue esche preferite e secondo te, migliori in termini di catture ?
Luca Quintavalla : Credo che un pescatore di bass debba essere molto versatile e non fissarsi su esche o tecniche particolari. Il pesce cambia spesso il proprio modo di alimentarsi anche durante il giorno quindi bisogna essere pronti ad ogni evenienza. Si hai ragione,lo spinnerbait è la mia esca preferita insieme ai topwater, ma adoro anche i crank e i jig. Mi piace battere molta acqua, fare tanti lanci e cercare la reazione del pesce, sono convinto che un bass non affamato attacca un'esca per reazione, questo mi da un gran vantaggio e cerco di sfruttarlo nei migliore dei modi. Le esche migliori in termine di catture...beh...dipende sempre dal momento, ci sono giorni in cui le esche di reazione sono imbattibili sopratutto per selezionare la taglia, altre in cui la gomma permette pescate da sogno, la verità credo sta nel miscelare tutte le tecniche e adattarle alla giornata di pesca.
Spinning club evolution : Ci sono secondo te grandi differenze di buona riuscita, se si pesca il bas in laghi, cave o fiumi ? E se si, l'uso di natanti o bellyboats possono essere fondamentali e più redditizi in termini di stryke ?
Luca Quintavalla : Come dice VanDam, Il bass è il bass ovunque, in Italia, in USA , in Spagna ecc, il suo comportamento è simile in tutto il mondo. Detto questo credo che nelle nostre acque troviamo microclimi differenti e quindi anche bass con abitudini leggermente diverse tra di loro. Con l'avvento di molti predatori concorrenti il bass ha dovuto per forza cambiare il suo modo di alimentarsi. Conosco cave con bass molto grossi e con buone quantità di pesce, diciamo che se dovessi iniziare a pescare il bass ora mi concentrerei su quelle. Le cave sono ecosistemi piccoli quindi il pesce è più facile da localizzare e catturare. Nei fiumi e nei laghi la pressione di pesca da natante è aumentata enormemente in questi anni, quindi i pesci sono diventati sempre più diffidenti e diffiicili da prendere, ma credo che sia più emozionante e stimolante pescare in posti grandi, dove il pesce va cercato. La pesca da natante o dal belly ci da un grosso aiuto, ci permette di pescare zone inaccessibili da riva e di vedere i nostri spot dalla prospettiva giusta.
Spinning club evolution : Hai consigli per chi pesca principalmente da terra ? E' fondamentale secondo te " leggere " l'ambiente che ci circonda per riuscire ad insidiare il persico trota ?
Luca Quintavalla : Mah... per la pesca da terra posso dare un consiglio che ho provato sulla mia pelle, spesso cerchiamo i bass con lanci lunghi mentre buona parte di pesci belli che ho catturato erano sotto ai miei piedi...pensateci. Per quanto riguarda la lettura dell'ambiente...ne ho gia parlato nella prima domanda, leggere l'acqua è importantissimo,ma sopratutto chiedersi il perchè il bass era li in quel momento, perchè ha mangiato, perchè ha attaccato la mia esca di quel colore e in quel punto. Quando ci si inizia a dare risposte la pesca diventerà molto più semplice e si potrà adattare la nostra esperienza in tutti gli spot che visiteremo.
Spinning club evolution : Luca c'è qualche evento in cui parteciperai o stai partecipando al momento ? Sarai nella nazionale italiana per i mondiali di pesca del 2011 categoria bassfishing da natante, nel favoloso lago di Bolsena ?
Luca Quintavalla : Quest'anno è un anno ricco di impegni per me, devo girare alcuni video, sono molto impegnato con la mia associazione sportiva Quintabass che svolge lezioni di pesca in tutta Italia e mi sta dando grosse soddisfazioni, ho diversi progetti in ballo e non è facile seguirli tutti. Non credo riuscirò a tornare in USA, ma mi sono gia ripromesso che nel 2011 ci andrò non solo per visitare qualche spot fantastico, ma per mettermi alla prova... Per quanto rigurda le gare di quest'anno, sto partecipando all' Italy B.A.S.S The Series, circuito italiano molto emozionante, ricco di premi e che permetterà al vincitore di partecipare alle qualificazioni per, a mio parere, il vero Campionato del Mondo di bassfishing, il Bassmaster Classic. Parteciperò sicuramente ad altri Open in giro per il paese e se riesco, tornerei volentieri in Portogallo per la più bella gara Europea, il Classico Achiga. Per quanto riguarda i mondiali Fipsas, non partecipo alle qualificazioni del Campionato Italiano Fipsas da ormai tre anni, quindi non sarò presente, ma auguro alla nostra nazionale di fare un ottimo risultato, conosco diversi membri e so che sono ottimi bassmen e molto preparati.
Spinning club evolution : Bene Luca sei stato veramente gentile a prestarti a questa intervista io sono Gennaro e con fiducia che un giorno si possa pescare assieme, a nome dello staff e di tutti i pescatori di Spinning club evolution ti saluto; i tuoi consigli sono stati fondamentali e preziosi. Alla prossima. Ciao!
Luca Quintavalla : Grazie a voi and get your fish on!
Tratta dal numero di agosto 2009 di Mondopesca.
INTERVISTA A LUCA QUINTAVALLA
( Di Alessio Niffoi )
Per approfondire i temi del mondo del bass fishing chi meglio di uno dei più forti agonisti Italiani del momento? Questa volta per gli amici di Mondopesca abbiamo fatto quattro chiacchiere con Luca Quintavalla, nell’isola per il recente 2° bass tournament sul lago Coghinas.
Luca Quintavalla, 31 anni da Parma è “malato” di bassfishing da oltre 10 anni ci racconta un po’ della sua passione.
MP-Ciao Luca, dicci un po’… che età hai iniziato a pescare?e con quali tecniche?
L.Quintavalla- “ Ciao, beh… si può dire che pesco da sempre…ho iniziato all’età di 5-6 anni con la classica pesca col galleggiante a persici sole, carassi e pesci gatto…come più o meno abbiamo iniziato tutti.”
MP-Chi ti ha “contagiato” questa passione?
L.Quintavalla- “La pesca è una passione di famiglia, ho iniziato a pescare con mio padre, mio nonno e mio cugino che faceva anche gare di pesca al colpo…inoltre abito molto vicino al torrente della mia città quindi la pesca è diventata ben presto il mio passatempo preferito”
MP- Da quanto tempo pratichi il bass fishing e come ti sei avvicinato a tale tecnica?
L.Quintavalla- “Pratico solo il bass fishing da circa 10 anni. Mi sono avvicinato a questa pesca un po’ per caso…Come ti ho detto ho iniziato pescando col galleggiante i pesci gatto, e proprio durante una di queste pescate con mio nonno agganciai per caso un bass, da allora iniziai ad incuriosirmi e documentarmi su quel “nuovo” pesce, iniziando ad insidiarlo a spinning nei periodi migliori ( primavera e autunno ) fino all’età di 17-18 anni, poi dal ‘98-‘99 mi sono dedicato solo alla pesca del persico trota a tempo pieno. ”
MP- Pratichi altri tipi di pesca oltre quella al bass?
L.Quintavalla- “No, pratico la pesca al bass durante tutto l’arco dell’anno, occasionalmente faccio compagnia a mio padre appassionato di pesca a passata sulle rive del Po, ma il tempo è molto poco, il bassfishing a livello agonistico è molto impegnativo.
MP-Primo Bass catturato? Raccontaci del tuo Big Bass…
L.Quintavalla- “Dopo la prima cattura casuale fatta pescando col galleggiante diversi anni fa, iniziai a pescare a spinning e le catture non si fecero attendere… Il mio big è un pesce che ho catturato quest’anno durante una vacanza di pesca negli USA al lago lake fork (uno dei laghi più famosi degli USA, vi sono stati catturati diversi big di florida bass oltre le 15 lb n.d.a), 7,12 lbs, catturato con una nuova soft swimbait della reaction strike. In Italia ho catturato alcuni big oltre le 5 lbs, un 2,7 kg ai laghi di Mantova, 2,5 kg in Sicilia e diversi pesci oltre i due chili un po’ in tutta la penisola…”
MP- Come ti sei avvicinato al mondo delle competizioni?
L.Quintavalla- “Beh credo che sia normale nella pesca sportiva cercare il confronto, con gli altri e con se stessi. Alle gare ci si arriva per uno sano spirito agonistico che ci consente tra le altre cose di visitare posti nuovi e conoscere tanti appassionati che condividono la nostra passione. Credo inoltre che il mondo delle gare sia utile per divulgare i concetti di salvaguardia del pesce sui quali si basa il bassfishing. La mia prima gara l’ho fatta nel 2002 nei laghi di Mantova, ricordo che ero molto nervoso perché si trattava della mia prima gara e per di più facevo coppia con un campione del calibro di Alessandro Debbi….non dormì tutta la notte…. Fù un cappotto tremendo ma ebbi modo di imparare tanto in quell’occasione, mi ricordo vinse il mio amico Stefano Ruggi che ancora oggi ritengo uno dei migliori bassmen europei”
MP-Tecnica ed esca preferite ?
L.Quintavalla- “Credo che un buon bassman non debba fissarsi su una tecnica in particolare se vuole avere successo costantemente, il bass è un pesce particolare, a volte aggredisce qualsiasi esca ma spesso è piuttosto selettivo e apatico, solo capendo quale esca utilizzare (e dunque quale tecnica adottare ) in quel particolare momento e con particolari condizioni dell’acqua si possono realizzare buone catture anche quando sembra che il nostro amato centrarchide non sia disposto ad essere catturato… e rilasciato! Se devo scegliere una tecnica… mi piace molto pescare veloce, il cosidetto “power fishing” con spinnerbaits e crankbaits, battere molta acqua e fare tanti lanci alla ricerca di pesce attivo”.
MP-In che ambienti preferisci praticare la pesca al bass?
L.Quintavalla- “Le dighe. Senza dubbio i piccoli o grandi laghi con sbarramenti artificiali sono i miei preferiti… i cosidetti “reservoir”, li trovo gli ambienti più affascinanti dove andare ad insidiare il bass, con punte, anse, secche…diversi spot che si susseguono nello stesso ambiente...”
MP-Come pratichi il bass fishing (bass boat, belly boat, da terra)?
L.Quintavalla- “Attualmente quasi esclusivamente dalla bass boat (Tracker Pro Team 175 n.d.a), ma come tutti ho iniziato pescando da riva, ancora oggi in alcuni spot pesco da riva perché più redditizio soprattutto nel periodo invernale. Per un breve periodo ho pescato anche dal belly boat ma non avendo nelle vicinanze degli ambienti dove questo mezzo possa dare dei vantaggi ho un po’ abbandonato…”
MP-Qualche consiglio a chi si sta avvicinando a questa pesca?
L.Quintavalla- “ Eh..bella domanda…innanzitutto chi si avvicina alla pesca al bass deve sapere che si tratta di una “malattia” (sorride..). E’una pesca affascinante, il bass è un pesce imprevedibile, con le sue cacciate fragorose a galla, con i suoi momenti di apatia… alterna momenti di aggressività e prudenza ma spesso è vinto dalla sua grande curiosità…è interessante ogni volta riuscire a capire come avere la meglio su questo eclettico predatore. Inoltre anche gli ambienti in cui si va ad insidiarlo sono fra i più vari e anche questo aumenta il fascino di questa pesca. Per un neofita credo sia importante usare la propria testa che è in assoluto è la nostra esca migliore… il mondo del bassfishing è pieno di colori, esche, canne, mulinelli ecc…il mercato è immenso, ci sono tante marche, negozi e prezzi e tutto questo “movimento” può sfociare spesso in moda o meglio collezionismo dove è facile cadere soprattutto per chi è alle prime armi, cerchiamo di capire il “perché” il bass ha attaccato la nostra esca e tutto diventerà più facile, l’esca magica non esiste, siamo noi che la facciamo diventare magica credendoci e pescandoci con convinzione, certo ci sono esche che hanno movimenti più adescanti di altre ma se non si sa dove lanciarle il loro effetto svanisce. Per avere successo con il bass in modo continuo e non catturandolo solo quando è in attività , aggressivo e disposto all’attacco, è importante essere versatili, non fissarsi su un’esca o una tecnica in particolare. Inoltre, uno degli aspetti più importanti anzi fondamentali è la conoscenza degli aspetti biologici del nostro “avversario”, sapere come il bass si comporta ci consente di capire dove si trovi il pesce in un determinato periodo dell’anno o con determinate condizioni atmosferiche o dell’acqua. Questo ci da la possibilità di catturare pesci anche in posti dove non siamo mai stati. Infine, un altro fattore che può aiutare, se si ha la possibilità, è andare a pesca con un pescatore con più esperienza di noi che può darci suggerimenti e consigli utili… a tale scopo ho fondato un’associazione sportiva (“Quintabass” n.d.a) che promuove un’attività didattica di lezioni di pesca al bass sul campo, con uscite in barca dove si approfondiscono i temi della biologia della preda, delle caratteristiche degli ambienti e naturalmente si pesca perché la teoria ci aiuta molto, ma è la pratica che ci fa fare il salto di qualità! “
MP-I pescasportivi di oggi sembrano più sensibili alle tematiche ambientali, tu come ti poni sui temi di salvaguardia e gestione degli habitat naturali legati al nostro sport?
L.Quintavalla- “ Credo che spesso si esageri…non fraintendere, ti spiego, gli estremismi non portano niente di buono, anzi spesso si ottiene l’effetto opposto. Sul catch and release ad esempio si tende spesso a presentare posizioni estreme che mettono alla gogna chi trattiene un pesce magari su 50 catture…io pratico un catch e release assoluto, ma personalmente non mi sento di “condannare” una persona che trattiene un pesce ogni tanto, è invece più importante far capire che il danno ambientale lo si fa trattenendo in modo indiscriminato, trattenendo pesci di taglia media o grossi riproduttori che rappresentano il fulcro della riproduzione…Quando si porta a pesca un giovane ad esempio è spesso deleterio tentare di inculcare una dottrina di rispetto totale “a forza”… se diamo la libertà ai giovani di capire determinate cose arriveranno presto da soli a comprenderle e a metterle in atto in modo consapevole e naturale. Per quanto riguarda la salvaguardia degli ambienti sfortunatamente li abbiamo più difficoltà… purtroppo entrano in gioco forze come la politica e la nostra sola possibilità è quella di sensibilizzare le autorità affinchè vengano prese le adeguate misure di tutela e gestione di determinati ambienti.”
MP-Nella sua patria di origine negli USA il bass fishing è uno sport che muove tanti appassionati ma anche un circuito di competizioni con premi da capogiro, com’è la situazione in Italia?
L.Quintavalla- “ Beh un confronto con la situazione degli USA è davvero improponibile, sia per le caratteristiche fisiche poichè loro hanno laghi enormi con tantissimo pesce, sia per il giro economico che negli anni si è sviluppato intorno al “pesce nazionale”. Negli USA ci sono circuiti di gare che mobilitano l’interesse di tanti sponsor, rendendo possibile il fatto che molti dei più grandi campioni siano dei “pro”, professionisti, che hanno fatto del bass fishing il loro mestiere.. da noi ciò è impensabile in questo momento, non esistono professionisti in Italia.
Gli sponsor hanno una importanza fondamentale nello sviluppo del settore agonistico e della divulgazione della pesca, grazie a loro spesso si ha sostengo nelle manifestazioni agonistiche che in USA sono state il motore del bassfishing e speriamo lo siano presto anche in Italia.
Approfitto dello spunto per ringraziare gli sponsor che mi sostengono… (Tracker Marine Group, V & M baits, Cyclone Baits, Sunline, Proboats, Airrus rods, Reaction Strike, Bagley, Tru Tungsten, Mustad, Bassproshops, HMKL, Meiho, Fabbrica digitale, Humminbird n.d.a ) Piano piano però ci stiamo avvicinando alla mentalità americana di gestione e tutela per questo pesce e i suoi habitat. A tal fine credo che anche le gare siano uno strumento importante di sensibilizzazione, sono un mezzo utile per uno scambio di opinioni dirette e invito chi ha dei dubbi su come vengono trattati i pesci durante le competizioni ad assistere ad una di queste per rendersi conto di persona del livello a cui siamo arrivati… basti pensare che il regolamento delle gare ha come principi fondamentali le regole sul rispetto del pesce, aspetto sempre primario e chi non lo rispetta paga in penalità. Negli ultimi anni in Italia c’è stato un boom di competizioni e nuovi appassionati, negli ultimi tre anni in particolare sempre più giovani si stanno avvicinando al bass fishing, segno che il lavoro degli anni passati è stato svolto in modo positivo. Naturalmente bisogna stare attenti a non esagerare con le gare e non stressare troppo la popolazione di bass di un determinato spot.”
MP-Come vedi il bassfishing in Sardegna?
L.Quintavalla- “ Bene. Avete dei posti stupenti e dei pesci veramente belli, sani e combattivi… e grossi! Ho notato che piano piano l’interesse per questo pesce sta crescendo anche da voi, il compito di voi appassionati però è importante, dovete essere bravi a sensibilizzare verso il rispetto di ambienti e pesci. Ripeto, avete dei posti meravigliosi ma dovete essere bravi a gestirli in modo oculato… da noi al nord tempo fa avevamo posti ricchissimi di pesce che oggi sono degli specchi d’acqua sterili a causa del prelievo indiscriminato e della scarsa considerazione dell’ambiente naturale.”
MP-Grazie Luca, ti invito personalmente a fare qualche lancio insieme al tuo prossimo soggiorno in terra sarda…
L.Quintavalla- “ Beh grazie dell’invito spero di poter tornare prima possibile, avete veramente dei posti e dei pesci incredibili… un saluto agli amici sardi e ai lettori di mondo pesca.”
Intervista a Edwin Evers
Photos Tracker Marine Group and Luca Quintavalla
Ripropongo una intervista a un professionista americano della pesca al bass, pubblicato su Bassmania di qualche numero fa : Edwin Evers
Intervista a Edwin Evers
Oggi siamo in compagnia di Edwin Evers, astro nascente del bassfishing mondiale, mi ha rilasciato questa breve intervista durante una gara al Table Rock in Missouri dove si è aggiudicato il secondo posto con una ottima prestazione.
Edwin è nato a Mansville in Oklahoma, stato di laghi non molto profondi e acqua velate, ma questo ragazzo ha dimostrato di essere un pescatore molto versatile, adattandosi a tutte le situazioni che trova nei tournament in giro per il paese.
Quest’anno vincendo il suo quarto torneo al Lake Eire è entrato nell’elite dei “milionari”, cioè quel ristretto gruppo di bassmen che hanno vinto oltre il milione di dollari in tornei di pesca al black bass.
Ecco cosa ci ha detto nel nostro piccolo incontro :
1)Da quanto tempo peschi il bass e da quanto tempo lo fai in maniera professionale?
Ho iniziato a pescare presto fin da quando ero un ragazzo, pescavo nei ponds intorno a casa mia, poi ho iniziato a dedicare sempre più tempo alla pesca e dal 2000 sono professionista a tutti gli effetti.
2) Qual è la tua tecnica preferita e perché.
Credo che la mia tecnica preferita sia…non averne una particolare, la mia tecnica preferita è essere molto versatile, pescare profondo, pescare shallow, pescare con il spinnerbait, pescare con il crankbait, insomma pescare in base alle condizioni che ti si presentano davanti,credo che essere versatili in questa pesca significa molto.
3) Qual è il tuo modo più veloce e efficace per localizzare i pesci in un lago sconosciuto?
Per prima cosa cerco diverse mappe del lago che dovrò affrontare, in secondo luogo nei 30 giorni dove non posso provare il lago lo sorvolo, le regole non mi proibiscono di volare sopra il lago, quindi lo faccio, nei giorni di pratica passo buona parte delle giornata a vedere tutto il lago, voglio che nella mia mente mi rimanga impresso il lago tutte le zone i creek, il main lake, tutto voglio avere un quadro completo.
Infine con la mappa in mano cerco le grandi flats ( secche ), in tutti i grandi laghi le secche sono ricche di popolazioni di bass, le secche sono differenti in ogni lago, quindi nei giorni di pratica le pesco per rendermi conto delle loro potenzialità.
4) Con quale criterio selezioni un’esca, una tecnica e un colore in una tua uscita di pesca?
Non mi preoccupo particolarmente del colore dell’esca o una tecnica particolare, la mia esperienza mi ha portato a credere che l’esca con il colore sbagliato, ma nel posto giusto cattura pesci…preferisco concentrarmi maggiormente sul coprire molta acqua, e trovare i pesci con le tecniche e le esche classiche, uso le esche, i colori e le tecniche con cui ho più confidenza sia pescando un lago in California che un lago in Florida.
5) Se tu dovessi scegliere…quale esca e qualche canna vorresti avere sempre con te?
Amo molto pescare con canne ( Pro Qualifier ) da casting e mulinelli robusti , uso molto il trecciato, mi piace pescare duro, mi piace pescare nelle cover intricate, sono un power fisherman.
6) Puoi svelarci un piccolo segreto per diventare bassmen migliori?
Pescate molto,spendete molto tempo in acqua e soprattutto credete nel vostro istinto e nella vostra preparazione,pescate duro, non pensate come gli altri prendono pesce, non cercate di pescare come Rick Clunn, Kevin VanDam o Edwin Evers, trovate una vostra identità, divertitevi a pescare e i risultati arriveranno.
7) Quanto è importante nel bassfishing la preparazione mentale?
Estremamente importante, spendo molto tempo nella preparazione mentale della gara, vado in negozio prendo le esche, preparo le canne, i mulinelli e tutta l’attrezzatura che mi servirà, tutta questa attrezzatura la posiziono con cura nella mia barca e nel mio camper, tutto deve essere perfetto e pronto per la gara spendo diverso tempo nella preparazione mentale di un tournament.
8) Edwin …hai qualche suggerimento da darci, per migliorare questo bellissimo sport da noi in Europa?
Preoccupatevi dei pesci, usate le sacche per pesare non usate le catene, tenete i pesci nel livewel, tenete i pesci fuori dall’acqua meno possibile, prendetevi cura dei vostri pesci e dei laghi dove pescate, sensibilizzate le autorità sull’inquinamento dei vostri laghi e fiumi e non distruggete l’erba, l’erba nei laghi e nei fiumi è importantissima, ho visto diversi laghi qui in USA dove una volta tolta l’erba molti pesci sono morti, l’erba è molto importante per il bass.
9)Qual è il tuo prossimo obiettivo nella tua carriera?
Senza dubbio vincere l’angler of the year, credo sia il premio che ti da maggior soddisfazione in USA, sono 11 gare durissime contro i migliori al mondo, il mio sogno sarebbe vincere l’angler of the year.
10) Puoi elencarci i tuoi sponsor?
Devo molto ai miei sponsor, sono molto fortunato, ho i migliori sponsor che si possono trovare sul mercato, Bassproshop, Tracker Marine/Nitro devo molto a loro e cercherò di fare del mio meglio per non deluderli.
Intervista di Luca Quintavalla grazie per la collaborazione a Mark Curry.
Foto Tracker Marine Group e Luca Quintavalla
Intervista a Kevin VanDam!
Photos Tracker Marine Group and Luca Quintavalla
Propongo questa intervista fatta da me, pubblicata sulla rivista Bassmania l'anno scorso.
Occasionalmente oltre a pubblicare report delle gare ( che in questo momento sono ferme ) cercherò di darvi qualche dritta direttamente dai professionisti USA pubblicando interviste dirette che io farò loro.
Si inizia con il più forte di tutti...KevinVanDam!
"Ancora non ci credo…durante il mio ultimo viaggio in USA sono riuscito a incontrare Kevin VanDam, il più forte e quotato bassmen al mondo, un vero e proprio mito di questa pesca.
Dopo qualche minuto di conversazione gli ho chiesto se era disponibile per un’intervista, Kevin ha accolto molto volentieri e grazie all’aiuto dell’amico Mark Curry siamo riusciti a fare qualche domanda al più forte pescatore di bass ora in circolazione.
Per chi non lo conoscesse Kevin VanDam è il re di questa pesca, colui che ha vinto tutto, colui che ha insegnato a pescare a tanti americani e non, grazie ai suoi libri, grazie ai suoi video e soprattutto grazie alla sua tecnica e alla perfetta conoscenza del nostro amico Black Bass.
Vediamo in poche ma preziose righe cosa ci ha raccontato :
1)Da quanto tempo peschi il bass e da quanto tempo lo fai in maniera professionale?
Ha iniziato a pescare a circa 6 anni, ho catturato il mio primo smallmouth bass all’età di 7 anni…questa cattura ha dato una svolta alla mia vita e mi ha portato ad avvicinarmi a questa pesca,
A 18 anni ho partecipato al mio primo pro tournament e a 22 ho iniziato a pescare il bass a tempo pieno, sono 17 anni che pesco da professionista.
2) Qual è la tua tecnica preferita e perché.
La mia tecnica favorita è pescare a spinnerbait, amo lo spinnerbait perché mi permette di essere efficace in tutte le varie condizioni di acqua,di profondità, tipi di cover e imita molto bene il pesce foraggio.
Ricordatevi comunque che non bisogna avere una tecnica preferita, la versatilità in questa pesca è fondamentale.
3) Qual è il tuo modo più veloce e efficace per localizzare i pesci in un lago sconosciuto?
E’ una domanda difficile non c’è una risposta facile, per prima cosa seguo un schema che mi sono costruito in base all’esperienza basato sugli spostamenti del bass durante l’anno nei vari reservoir, laghi naturali, fiumi chiamato seasonal patterns, il bass ha spostamenti abbastanza regolari durante l’anno cerco di adeguarmi al posto e alle condizioni di acqua che trovo, in secondo luogo tengo conto delle condizioni climatiche e infine la limpidezza dell’acqua quest’ultima è la chiave per una buona riuscita della nostra uscita, in base ad essa,scelgo la profondità in cui pescare e la tecnica da utilizzare… ci sono molte variabiili di cui tener conto quando si affronta un lago o fiume sconosciuto, non è semplice dare una risposta precisa.
4) Con quale criterio selezioni un’esca, una tecnica e un colore in una tua uscita di pesca?
Scelgo la mia esca e la mia tecnica in base alle condizioni dell’acqua, profondità e alla presenza più o meno di cover, ad esempio il crankbait è un’ottima esca usata tra i 10 e i 15 piedi di profondità senza strutture come rami sommersi o erbai, un buon crank deve stare più tempo possibile nella strike zone, scegliete il colore dell’esca in base al colore del pesce foraggio, soprattutto in acqua chiara, in acqua torbida preferisco usare colori più accesi tipo chartreuse, pearl e black , in acqua torbida il colore è meno importante che in acqua chiara dove invece è fondamentale.
5) Se tu dovessi scegliere…quale esca e qualche canna vorresti avere sempre con te?
È molto importante non avere una tecnica o un’attrezzatura preferita, ma scegliere la tecnica e l’esca preferita in base alle situazioni in cui ci troviamo davanti, io ho 30/35 canne sempre pronte per ogni situazione.
Se devo scegliere una tecnica particolare vi dico pescare con lo spinnerbait, ma ho fatto gare in cui non l’ho mai usato….
6) Puoi svelarci un piccolo segreto per diventare bassmen migliori?
L’unico piccolo segreto che potrei dirvi è che di tutte le variabili in gioco in questa pesca, tenete conto di quelle che potete tenere sotto controllo, ti puoi preoccupare di quello che fanno gli altri angler in un tournament, ma è meglio che ti preoccupi della tua attrezzatura e delle variabili che puoi tenere sotto controllo, come affilare i tuoi ami, cambiare i fili ecc.
8) Kevin tu hai pescato in Europa…hai qualche suggerimento da darci, per migliorare questo bellissimo sport da noi?
Ho pescato una gara in un lago in Spagna, e devo dire che le condizioni erano simili a certi laghi negli USA, c’è da dire che negli USA abbiamo diversi tipi di laghi ambienti e pesci, vi posso dire che il bass è uguale ovunque, in Spagna, in Florida, in Michigan, California, quindi pescate come sapete in ogni posto in cui andate.
Per migliorare la pesca, io non conosco i programmi di conservazione, programma di ripopolamenti europei, ma vi posso dire che la cosa che ha più aiutato lo sviluppo di questa pesca negli USA è stato quello di organizzare tornei che hanno aiutato a promuovere la conservazione dell’habitat, e catch e release e spero che le stesse cose stiano succedendo in questo momento in Europa.
9)Molti ti considerano il miglior bassmen del mondo….come ci si sente, cosa provi?
Sono molto lusingato per questo, c’è molta gente che mi chiede autografi, mi fa complimenti, mi onora molto questo, è un privilegio, io cerco di fare di tutto per non montarmi la testa, ma io amo la competizione, cerco sempre di fare del mio meglio, io voglio sempre vincere e credo sia questo che mi ha aiutato a diventare un buon pescatore.
10)Qual è il tuo prossimo obiettivo nella tua carriera?
Ho raggiunto diversi obiettivi nella mia carriera, ho vinto l’angler of the year e ne vorrei vincere un altro, ho vinto 2 classic e ne vorrei vincere un altro, io amo la competizione, ogni anno è sempre più difficile e io voglio sempre fare del mio meglio ogni giorno.
11) Puoi elencarci i tuoi sponsor?
Sono stato molto fortunato nella mia carriera, molti degli sponsor che ho in questo momento sono gli stessi di 17 anni fa, la sola barca che ho sempre usato è stata la Nitro, Motorguide è stato l’unico motore elettrico che ho sempre usato, la Quantum è sempre stato il mio sponsor per canne e mulinelli, ho sviluppato un buon rapporto con tutto queste compagnie.
Una cosa che mi ha aiutato molto agli inizi è stato quello di lavorare in un negozio di sport e barche di mio fratello in Michigan è così ho conosciuto molte persone nell’industria della pesca, e ho capito quello che gli sponsor cercavano.
Le persone che ti sponsorizzano non sono interessati a quanti bass catturi, ma sono più interessati a come puoi promuovere loro prodotti.
Io ho imparato dall’inizio che per trovare a tenere gli sponsor devi aiutarli a vendere i loro prodotti e credo che con l’esperienza che ho avuto, mi abbia aiutato a tenere stretti i mie sponsor che ho.
Intervista di Luca Quintavalla grazie per la collaborazione a Mark Curry.